L’analisi della Democrazia Totalizzante richiede uno studio dettagliato della fase di transizione che ha portato all’attuale circostanza storico-politica.
Marx aveva previsto il crollo del capitalismo prima che questo si trasformasse da sistema relativamente reazionario a totalmente reazionario,dice Trotsky a ridosso della Secondo Guerra Mondiale.
La crisi delle Democrazie Liberali(e Socialdemocrazie)aprì la strada ad una nuova epoca di rivoluzioni,guerra e fascismo.
Quando il capitalismo entra in crisi le borghesie vanno a modificare la sovrastruttura politica facendo ricordo agli strumenti di coercizione:magistrature,diritto e bande armate extra-legali.
Le due principali forme di reazione capitalistica(prima al movimento operaio e poi alla crisi economia)sono state il fascismo e guerra.
Il processo storico è un divenire;terminato il fascismo e la guerra,si sono creati sistemi di potere che hanno determinato nuovi rapporti fra struttura e sovrastruttura.
Bordiga afferma che la sequenza del processo storico non è fascismo,democrazia,socialismo ma democrazia,fascismo,socialismo;il fascismo diventa progressista rispetto la vecchia democrazia borghese.
Questo avviene,perché la politica pretende di dominare i cicli economici;i Socialdemocratici e gli Stalinisti volevano fare la rivoluzione attraverso le riforme sociali(rivoluzione a tappe);il socialismo come il fascismo si riduce al primato del politico(Schmitt e Stalin).
Quindi si tratta di stabilire quanto è rivoluzionario(o reazionario)Mussolini rispetto a Bernstein o Stalin.
Il fascismo è un fenomeno sociale che va a rapportare le mezze classi a nuove dinamiche di mercato;in termini diversi prepara la piccola borghesia a nuovi sacrifici da sostenere per conto del gran capitale.
Oggi siamo prossimi alla rottura del ciclo economico;avanzano nuovi movimenti di massa(di matrice federalista)per certi versi simili al fascismo,per altri come ho già spiegato molto meno!
La situazione resta diversa perché’’per quanto paradossale che possa apparire,un paese non è mai tanto vicino al fascismo come quando è più vicino alla rivoluzione proletaria’’.1
Non mi sembra che ora si ponga in concreto il problema del potere e che il proletariato con la sua avanguardia minacci lo Stato Borghese!
L’analisi del fascismo di Trotsky e Nin è magistrale ma non riesce a rapportarsi al divenire del processo storico(anche perchè i due teorici marxisti furono vittime dello stalinismo,prima della fine della guerra).
Il fascismo e la guerra segneranno il passaggio ad una fase in cui non ci sarà più distinzione fra democrazia e dittatura o fra conflitto bellico e pace:la democrazia totalizzante.
1.L’analisi marxista del fascismo dei trotskisti
Il fascismo è uno strumento di guerra civile;la borghesia si organizza con vere e proprie squadre d’assalto e semina il panico all’interno della classe operaia.
Per questo non può durare a lungo e si riduce ad una mera fase di transizione prima del restaurarsi della legalità borghese.
Per Andres Nin’’Che il regime fascista di Mussolini venga sostituito con un regime democratico borghese o la dittatura proletaria dipende dal rapporto tra le forse sociali nel momento in cui il fascismo crollerà’’.2
Sconfitta la Rivoluzione Socialista(sulla base dell’ordine democrazia,fascismo,socialismo)i rapporti di forza richiedono delle nuove dinamiche fra politica ed economia.
In seguito vedremo che il capitalismo in declino ha dato vita ad un ordine nuovo che gli ha permesso di fronteggiare il movimento operaio;nessuna psicosi post-bellica,la borghesia agisce in modo intelligente e va a colpire il proletariato.
Lo Stato Fascista è solo un intermediario fra i capitalisti;le affermazioni di Mussolini sullo Stato Corporativo non devono essere prese alla lettera!
Trotsky afferma’’Nei confronti dei contadini e in generale dei piccoli proprietari la burocrazia interviene come un potente signore;nei confronti dei magnati del capitale come loro primo procuratore’’.3
La dipendenza di classe del fascismo fa si che Mussolini non possa prendere ne la strada del Capitalismo di Stato ne quella del Socialismo di Stato,limitandolo fortemente.
Per Trotsky questa è una differenza apprezzabile fra il fascismo e il regime sovietico.
Cercherò ora molto brevemente di confrontare il fascismo con il keynesismo.
1.1.Da Mussolini a Keynes.
Keynes riteneva che il malfunzionamento del mercato andasse a minacciare la sopravvivenza dei valori liberali.
La fine del paradiso della concorrenza perfetta faceva paura ai pensatori liberali i quali dovevano fare i conti con i monopoli,gli oligopoli e la crisi economica.
Il cattivo funzionamento del capitalismo secondo Keynes risiede nell’incertezza dell’azione economica rivolta al futuro;questo rende necessario l’intervento dello Stato come regolatore del mercato.
Il tutto era necessario per mantenere la sopravvivenza del liberismo;il permanere di un regime che ha esaurito la sua missione storica fa di questo un sistema sociale profondamente reazionario!
Notiamo già le prime somiglianze con i socialdemocratici che dopo la fine della guerra faranno del keynesismo la loro bandiera.
L’economista inglese non convinto del laissez-faire non aveva fiducia nemmeno delle alternative che si offrivano al capitalismo;sulla base di ciò adattò le istituzioni borghesi a nuove proposte politico-economiche.
La politica doveva regolamentare il mercato,in termini marxisti la sovrastruttura doveva incidere sulla struttura.
La scienza economica ha il compito di fornire gli strumenti tecnici per il governo dell’economia mentre la gestione concreta va affidata a funzionari qualificati,economisti e scienziati interessati.
Vediamo i germi dell’assolutizzazione delle scienze e della settorializzazione del lavoro attraverso il principio della divisione sociale di questo.
Mi sembra opportuno citare Lukacs’’Noi dobbiamo preoccuparci delle sole acquisizioni delle scienze specializzate e separate le une dalle altre,conoscenze indispensabili dal punto di vista della vita pratica di tutti i giorni’’4,dice il filosofo ungherese volendo ritrarre il classico liberale prossimo ad alzare la bandiere del fascismo!
Il dualismo culturale borghese sarà una costante del fascismo e andrà a caratterizzare la democrazia totalizzante fondata sulla settorializzazione del sapere e la monopolizzazione della cultura.
Notiamo quindi che si fanno largo delle nuove classi medie mantenute artificialmente dalla borghesia;questi sono gli strateghi del capitale e hanno un ruolo fondamentale nel neo-capitalismo,pensiamo al managerialismo.
Ritorniamo alla base sociale del fascismo e facciamo qualche ulteriore confronto.
Trotsky dirà’’Si può dire,e ciò è vero perlomeno per certi aspetti che la nuova classe media,i funzionari statali,gli amministratori privati,ecc…,possono costituire una base del genere.’’5
Il fascismo quindi ha fatto leva su quegli apparati burocratici che in precedenza erano stati travolti dalle’’rivoluzioni passive’’.6
Il grande teorico marxista questa volta analizza le democrazie borghesi in crisi’’Per converso,lo sviluppo tecnologico e la razionalizzazione dell’industria su larga scala generano disoccupazione cronica e ostacolano la proletarizzazione della piccola borghesia.
Contemporaneamente,la crescita del capitalismo ha rimpolpato legioni di tecnici,amministratori,impiegati commerciali,cioè la cosiddetta<
Trotsky aveva capito il ruolo delle classi medie in un sistema di produzione capitalistico che diventava sempre più tecnocratico e razionalizzante.
La tecnocrazia e la razionalizzazione della classi sociali(fordismo)sarà l’elemento che di più accomunerà questo sistema sociale con il fascismo.
1.2.L’analisi marxista del fascismo di Bordiga.
Bordiga al pari di Trotsky(Nin e Guerin)considera il fascismo una forma di reazione capitalistica.
Questo movimento(che come ha rilevato Nin è un movimento internazionale)poggia sulla piccola borghesia e il sottoproletariato che vanno a creare una sorta di blocco sociale verso la classe operaia.
Le destre economiche nella democrazia post-borghese riescono a creare’’democraticamente’’una tenaglia contro i lavoratori salariati.
Il merito dell’ingegnere napoletano è quello di essere riuscito a trovare dei diretti collegamenti fra la socialdemocrazia e il fascismo(per ciò che riguarda la filosofia anche Lukacs trova nel socialismo di Bernstein e nel liberismo di Max Weber i germi del fascismo).
Bordiga afferma’’ Bernstein disse molto prima di Mussolini che il fine è nulla e la prassi, il movimento, è tutto; e nello stesso tempo in cui si tentava di togliere al proletariato la visione di una meta finale gli si toglieva la concezione unitaria della classe lottante con unità di indirizzo e si riduceva il socialismo alla prassi dei gruppi in moto per azioni contingenti con illimitata larghezza di metodi: il “mobilismo” che oggi invoca il duce fascista. non diverso atteggiamento ideologico dava origine al sindacalismo. La critica sembra considerare come un sistema mille volte demolito e seppellito nei vecchiumi quello che alla classe proletaria parla della unità del suo movimento nello spazio e nel tempo, ma questa critica che ogni giorno si presenta come cosa nuova è che stanca rimasticatura piccolo borghese, essa somiglia all’elegante scetticismo religioso degli ultimi aristocratici che prima della grande rivoluzione non avevano più la forza di lottare per la causa della conservazione della propria classe: nell’un caso e nell’altro siamo in presenza di sintomi della fine’’.8
Il revisionismo marxista diventa un modo per far stagnare le dinamiche sociale e conservare lo status quo.
Dall’altra parte il fascismo ha rappresentato l’ultimo disperato tentativo della borghesia di proteggersi dalla rivoluzione socialista.
Tutto questo richiedeva politiche forti che andavano a modificare la sovrastruttura politica;le condizioni oggettive per un processo rivoluzionario ormai erano marce.
Il liberismo della borghesia andava incontro alle illusioni dei settori sociali più deboli mostrandogli la bandiera della patria.
Per Bordiga’’ Il fascismo non ha fatto che ereditare le nozioni del liberalismo, e il ricorso all’imperativo categorico nazionale non è che una manifestazione del solito inganno che dovrebbe celare la coincidenza tra Stato e classe capitalista dominante’’.9
Tutto questo dovrebbe far riflettere sul rapporto che intercorre attualmente fra la globalizzazione e i populismi.
2.Il fascismo è il vincitore della guerra.
Il fascismo ha perso politicamente la guerra(vedi gli accordi di Yalta)ma ne è uscito vittorioso economicamente attuando un sistema sempre più serrato di controllo dei processi economici e di immobilizzazione dell’autonomia di qualunque movimento sociale e politico che possa turbare l’ordine costituito.
Cercherò ora di dimostrare tutto questo accennando a qualche analisi!
L’economista Milward afferma la tesi della guerra come ciclo d’investimento.
La tesi è la seguente’’Alla guerra si dovette anche la creazione di una notevole quantità di nuovo capitale fisso,che nel periodo successivo al 1939 fu in parte più utile del capitale che andò a rimpiazzare.
Se si considera la guerra come un fattore normale del rinnovo del capitale,questo periodo può essere visto più esattamente come un periodo in cui,sotto la sua influenza,la composizione dello stock di capitale in molti paesi subì un rapido cambiamento’’.
Krengel calcola che durante la guerra in Germania il livello degli investimenti nelle industrie produttrici di beni strumentali abbia mantenuto la capacità produttiva del 1940.
Finita la guerra il numero delle macchine utensili in Germania era maggiore che all’inizio.
Milward sostiene che la Germania abbia rafforzato il suo apparato produttivo e questo gli avrebbe consentito di condizionare l’economia internazionale.
La Germania infatti ha avuto un ruolo fondamentale nello sgretolamento del blocco sovietico e ora nella formazione dell’imperialismo europeo.
L’ordine di Yalta ha dato inizio ad una guerra economica fra Capitali che ha portato alla sconfitta dell’Urss e alla vittoria del post-fascismo!
Conclusioni
La vittoria economica del fascismo ci ha consegnato un sistema democratico che ruota attorno a due poli,uno conservatore e l’altro progressista,uno per la libertà e l’altro per l’uguaglianza;tutto questo ricorda Bobbio il quale ha preteso molto banalmente di studiare il capitalismo attraverso la dicotomia destra e sinistra.
I partiti si adeguano al ciclo economico dando vita con le privatizzazione alla liquefazione della sovrastruttura:i diritti democratici in questa fase vengono distrutti,si perde il confine fra democrazia e fascismo!
Dobbiamo ricordarci che la borghesia italiana ha mantenuto intatta l’organizzazione giudiziaria fascista,il Codice Penale resta quello emanato da Alfredo Rocco nel 1930 e il Codice Civile quello del 1942!
Il sistema normativo mostra quella che è stata una pacifica transizione dalla democrazia liberale al fascismo,fino all’attuale democrazia totalizzante.
Inoltre il colonialismo ha assunto forme sublimi!Le borghesie cercano continui margini d’espansione per l’imperialismo;dobbiamo considerare le missioni umanitarie delle guerre?
I capitali vengono esportati con le dolci parole dell’involucro politico umanitario dando vita a scenari di barbarie moderne rese nobili dai Trattati Internazionali e dell’ideologia neo-giusnaturalista.
Le due principali forme di reazione capitalistica(guerra e fascismo)si ritrovano in un regime che rappresenta il migliore adattamento ai rapporti di forza successivi alla Seconda Guerra Mondiale.
La scelta non verte su fronti democratici opposti(sinistra e destra)o su fascismo e antifascismo ma sulla dicotomia fra marxismo rivoluzionario e democrazia totalizzante.
Note:
1)Andres Nin’’Reazione e rivoluzione in Spagna’’
2)Andres Nin’’Il proletariato spagnolo di fronte alla rivoluzione’’
3)Lev Trotsky’’La rivoluzione tradita’’
4)Gyorgy Lukacs’’Esistenzialismo o marxismo?’’
5)Lev Trotsky’’Che cos’è il fascismo?’’
6)Antonio Gramsci
7)Lev Trotsky’’A novant’anni dal Manifesto Comunista’’
8)Amadeo Bordiga’’Il programma fascista’’
9)Amadeo Bordiga’’Il programma fascista”
Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa e Livorno
Stefano Zecchinelli
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