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Destra e sinistra nel capitalismo post-borghese

Il capitalismo odierno non può essere studiato secondo le dicotomie,come ha affermato Bobbio,ma è un processo unitario e assoluto determinato dal primato dell’economia.

Bobbio a riguardo sostiene che’’mentre in nome dell’eguaglianza naturale l’egualitario condanna le disuguaglianze sociali,in nome della disuguaglianza naturale l’inegualitario condanna l’uguaglianza sociale’’.1

A Rousseau autore dell’uguaglianza viene contrapposto Nietzsche autore della libertà:il primo rappresenta la sinistra,il secondo la destra.

La distinzione fra destra e sinistra nasce con le Rivoluzioni Liberali di fine Settecento e segnerà il prossimo dibattito ideologico.

Ovviamente a livello di diatribe accademiche questa distinzione resta(vedi lo scontro di Veneziani con Bobbio)ma a livello politico possiamo considerarla nulla per diverse ragioni.

Norberto Bobbio contrappone il pensiero giuridico liberale(Bobbio,Kelsen,Hart…)a quello conservatrice(Schmitt,Junger,Pareto…).

A riguardo egli dice’’Carl Schmitt che fu per un certo tempo non solo la guida ma anche l’ispiratore dello Stato Nazista,è stato,per lo meno in Italia riscoperto e rimesso in onore soprattutto da studiosi di sinistra in quanto avversario durante il dibattito costituzionalistico dell’epoca di Weimar,del maggiore teorico della democrazia del tempo,Hans Kelsen…’’2

Quindi la contrapposizione di Kelsen con Schmitt,segue la contrapposizione della democrazia liberale con il fascismo.

Un marxista sa che quest’approccio è errato;il fascismo è una forma di reazione capitalistica e come tale non prescinde dai rapporti di classe.

Inoltre avvicina il pensiero di Bobbio(come si vede dal proseguo del suo saggio)a quello di Nolte;la contrapposizione moderatismo ed estremismo diventa una giustificazione strisciante del fascismo.

Non è una cosa insensata se pensiamo che questi democratici stanno rivendicando con forza l’esperienza fascista e soprattutto quelle normative che favorivano lo sviluppo del capitalismo privato!

Schmitt osservando il conflitto sociale proprio della Repubblica di Weimar afferma’’sovrano è chi proclama lo stato d’eccezione’’;la borghesia non ha esitato a utilizzare le armi del suo vecchio nemico,l’aristocrazia.

La democrazia non è un valore immanente;le stesse borghesie che difendono la cultura liberale,non hanno problemi a ripudiarla,quando devono schiacciare le classi più deboli.

Quando Bobbio rimproverava alla sinistra di aver sdoganato Schmitt,si riferiva a Gran Franco Miglio,prossimo ideologo della Lega Nord,ora studiato a’’destra’’!

Capiamo quindi che questo dibattito resta vivo solo in ambito accademico ed è comunque fortemente influenzato dalle dinamiche della struttura economica.

Il meccanismi di riproduzione del capitalismo riguardano prevalentemente l’economia* la quale condiziona le politiche degli Stati;teniamo presente che si sta passando dagli imperialismi nazionali a quelli continentali.

Nel momento in cui gli Stati devono prendere delle decisioni si adeguano alle disposizioni di organi come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario internazionale.

L’interventismo keynesiano non è stato utilizzato nemmeno in una situazione di grave crisi economica come quella attuale;le borghesie invece d’incentivare i consumi(New Deal)hanno schiacciato i diritti sociali,la spesa pubblica è stata impiegata per mantenere in vita Banche e grandi industrie.

Sulla base di ciò possiamo archiviare la classica distinzione di destra e sinistra che ha caratterizzato il capitalismo borghese ed avviarci all’analisi del capitalismo post-borghese*.

Tutto questo va ad influenzare le stesse istituzioni accademiche,le quali hanno introdotto corsi di studio riguardanti il rapporto fra economia ed etica;è un goffo tentativo di adeguare i sistemi socioculturali alla nuova struttura economica,quella del capitalismo globale.

Le borghesie non hanno problemi ad utilizzare per le ragioni del’’Gran Capitale’’le ideologie,liberali o conservatrici;ovviamente quando il ciclo economico si spezza ritorna la gelida ragion di stato.

Liberismo e conservatorismo non sono contrapposti ma sono armi intercambiabili sulla base dei cicli economici!

Quindi questo approccio non riguarda più la dicotomia destra e sinistra ma i dispositivi totalizzanti di questo nuovo sistema di potere.

Il capitalismo assoluto,per ciò che riguarda la politica,prescinde dalle ideologie del capitalismo borghese per una pluralità di ragioni.

Mi soffermerò su un punto che è fondamentale.

Questa forma di capitalismo ha raggiunto l’obiettivo della produzione illimitata3 quindi dell’assorbimento continuo di plusvalore senza tenere conto dei limiti ambientali e dei limiti antropologici.

Le lezioni di Marcuse e Reich*diventano tristemente attuali;il disagio sociale è accompagnato da un disagio psichico crescente.

Inoltre vediamo come il Capitale tende ad entrare sempre di più nella sfera privata delle persone;pensiamo ai servi dei capitale impegnati nel tempo libero a programmare una loro promozione lavorativa.

Questo carattere unitario e totalizzante del capitalismo da alla borghesia la piena disponibilità delle vecchie ideologia novecentesche;liberismo e conservatorismo diventano due facce della stessa medaglia(come democrazia liberale e fascismo);sarà il ciclo economico a decidere.

Un marxista in quanto rivoluzionario deve analizzare questi cambiamenti e le dinamiche proprie della struttura del capitalismo post-borghese.

Note:

1)Norberto Bobbio’’Elogio della mitezza e altri scritti morali’’

2)Norberto Bobbio’’Destra e sinistra’’

*(1)Costanzo Preve ha affermato che l’economia si riproduce a destra,la politica al centro e la cultura a sinistra.

*(2)Gran Franco La Grassa ha parlato di Capitalismo dei Funzionari del Capitale

*(3)Ricordiamoci il carteggio di Reich con Trotsky

Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa e di Livorno

Stefano Zecchinelli

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