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Il proletariato greco davanti la crisi del capitalismo

Il ciclo economico si è spezzato nuovamente;questa volta è il turno della Grecia!

La Grecia appartiene ai paesi più arretrati economicamente ma gode di un grande passato storico;tutto questo l’avvicina molto alla Spagna rivoluzionaria.

Il boia del popolo greco si chiama Trattato di Lisbona;l’imperialismo europeo per mantenere in piedi banche e grandi imprese andrà a schiacciare i diritti sociali.

Lenin scriveva’’Il capitalismo,nel suo stadio imperialistico,conduce decisamente alla più universale socializzazione della produzione;trascina,per così dire,i capitalisti,a dispetto della loro coscienza,in un nuovo ordinamento sociale,che segna il passaggio dalla libertà di concorrenza completa alla socializzazione completa’’.1

Il passaggio dagli imperialismi nazionali a quelli’’continentali’’ha sottoposto la Grecia alle disposizioni della borghesia internazionale.

Arrivati a questo punto il panorama politico è spaccato;i liberali pressano per chiedere aiuto alla Comunità Europea mentre le Sinistre(il KKE era un partito euroscettico)alzano la bandiera dell’Europa Sociale.

Tutti negano la natura sistemica della crisi;l’unico partito che si batte per la radicalizzazione delle masse e l’EEK!

Il KKE il quale ha avuto un certo seguito in questi giorni è un partito stalinista il quale si è da sempre mantenuto fedele a Mosca e agli ordini di Stalin.

La svolta all’interno di questo partito è avvenuta nel 1968 quando durante la Dittatura dei Colonnelli una parte di esso condannò l’invasione di Praga;i comunisti che presero le distanze da Mosca diedero vita al movimento di Synaspimos,oggi quarto partito della Grecia.

La bancarotta della Grecia consiste nel non riuscire a controllore il debito pubblico(oltre il 40%)il quale si è quasi raddoppiato.

Inoltre con la ratifica dei vari Trattati Internazionali non è più uno Stato Sovrano e quindi non produce più moneta propria;le decisioni politiche devono rapportarsi ai capricci della BCE e del FMI.

Il Partito Socialista guidato da quel Noske di George Papandreou non ha esitato ad eseguire gli ordini dell’imperialismo europeo facendo pagare la crisi alla classe operaia.

Gli investimenti pubblici(servizi sociali)sono stati tagliati,la disoccupazione è al 12% e promette di salire al 16%.

Inoltre la riduzione dei consumi che ammonta al 70% del PIL greco non ha spinto il governo ad investire nei diritti sociali,visto che il Trattato di Lisbona(approvato all’unanimità anche dal KKE)non prevede nessun investimento nel sociale.

Le politiche degli Stati Nazionali si vanno a liquefare;l’imperialismo europeo e il carattere internazionale della borghesia diventano l’elemento caratterizzante la nuova struttura economica.

Nel 1946 gli Stati Uniti si trovarono con un deficit nel bilancio del 25% del PIL che fu superata con la produzione di moneta;tutto questo ora è impossibile proprio,perché andiamo verso l’imperialismo europeo.

Come ha osservato il compagno Savas Michael la storia si ripete;nel 1943 il Governo Greco collaborò con i nazisti mentre nel 2010 è pronto a piegarsi all’Unione Europea.

Io aggiungo che nel 1943 il KKE si piegò alla volontà di Stalin e Churchill nella Conferenza di Teheran mentre ora è pronto a sacrificare gl’interessi della classe operaia al volere della borghesia internazionale.

Il FMI oltre le misure già prese per il Patto di Stabilità il 3 marzo chiede ulteriori provvedimenti impopolari:questo ha scatenato una serie di rivolte che il Governo ha ostacolato con la forza.

Ovviamente lo Stato non parlerà mai della sua violenza ma condannerà le rivolte popolari!

Bordiga a riguardo dice’’Una cosa semplicissima:in principio,condannerà questa violenza rivoluzionaria,ma non parlerà di non resistenza ad essa,come sembrerebbe discendere dal suo pseudo cristianesimo della fase attuale,bensì concluderà logicamente che lo Stato ha il dovere di soffocarla’’2

La storia si ripete da Noske a Papandreou!

La borghesia è molto preoccupata e nonostante discuta di governi di unità nazionali presenta forti divisioni al suo interno.

La storia si ripete e nonostante la struttura economica sia mutata(neo-capitalismo)questa situazione ha delle importanti analogie storiche.

La Grecia al pari della Spagna è stata’’condotta’’nella democrazia(ora democrazia europea)da una dittatura militare(vedi in Spagna Primo Rivera)la quale ha dato risposte molto insufficienti al Gran Capitale.

Le borghesie ricorrono all’esercito quando sono divise al loro interno;tutto questo gl’impedisce di fare ricorso a un movimento di larghe masse e di avere una base sociale,in una parola di utilizzare il fascismo.

Non è discorso da poco se osserviamo il venire avanti di movimenti post-fascisti nei paesi che sono rimasti ai margini del processo d’integrazione europea.

L’esercito è l’unica forza che dà garanzie alla borghesia,perché presenta una sua disciplina ed organizzazione interna.

Andres Nin afferma’’La mancanza di una borghesia abbastanza forte da assumere la direzione del paese e la generale disgregazione del sistema spiegano il ruolo importante svolto dall’esercito nella vicenda politica spagnola,in quanto unica forza saldamente organizzata,accentrata e disciplinata disponibile’’.3

Che fantastica lezione di teoria marxista!Queste parole di Nin spiegano il ruolo dell’esercito in Spagna,in Grecia(regime dei colonnelli 1967-1974)e soprattutto in Cile nel 1973.

Penso che gli esempi della storia possano condurci ad un’ampia riflessione.

Il KKE è pronto a negoziare gl’interessi della classe operaia con qualche accordo di governo;tutto ruota attorno alla capacità che avrà l’EEK di radicalizzare le masse sottraendole alla propaganda stalinista.

La radicalizzazione delle masse nel neocapitalismo è molto complessa e richiede una riflessione sulla sovrastruttura e la sua composizione sociale che i rivoluzionari devono fare con un metodo scientifico e marxista.

Per ora possiamo dire che non si pone il problema del potere attraverso il dualismo borghesia o potere operaio!

Manca un partito leninista radicato nelle masse che sappia indirizzare il loro spontaneismo;inoltre queste mobilitazioni riguardano per ora solo la Grecia.

I rivoluzionari in Italia devono prestare grande attenzione alle dinamiche strutturali;l’Italia è molto vicina alla Grecia per ciò che riguarda i rapporti di geo-politica.

La borghesia fa ricorso alle forze armate ma bisogna ricordare che con la Nuova Europa di Lisbona gli eserciti appartengono alla Comunità Europea;tutto questo conferma il passaggio dagli imperialismi nazionali a quelli continentali.

Dubito che la Comunità Europea mantenga uno Stato militarizzato al suo interno;quindi non è da escludere,nei prossimi tempi un’uscita della Grecia dalla Comunità Europea e una sua militarizzazione.

Tutto questo,attraverso la distruzione dei diritti democratici dovrebbe rimettere questa con i conti a posto verso l’imperialismo europeo.

L’EEK può impedire tutto questo avanzando il suo programma rivoluzionario e denunciando la politica opportunistica del KKE.

Il compagno Savas scrive che i rivoluzionari devono’’rompere con l’imperialismo europeo ed i Fondo Monetario Europeo estendendo questi ideali a tutta Europa da Nord a Sud per gli “Stati Uniti Socialisti d’Europa’’.Niente di più giusto!

Il capitale è sempre di più internazionale e quindi la rivoluzione non può che essere all’insegna dell’internazionalismo contro la propaganda socialsciovinista del Partito Comunista Greco.

Le condizioni oggettive per la rivoluzione a breve marciranno e la crisi della classe operaia(per quando complessa sia d’analizzare)è la crisi della sua avanguardia rivoluzionaria.

Testi utilizzati:

1)Lenin’’Imperialismo fase suprema del capitalismo’’

2)Amadeo Bordiga’’Come matura il noskismo’’

3)Andres Nin’’Il proletariato spagnolo di fronte la rivoluzione’’

Stefano Zecchinelli

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