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Il velo squarciato

Vent’anni di ipnosi collettiva del popolo italiano ci consegnano un paese in rovina.

Quando, nel 1989 cadde il Muro di Berlino si pensò che un modello di gestione politica, quello (pseudo) “comunista” e legata al mondo operaio, si fosse definitivamente sgretolato. Nel nostro paese le “menti illuminate” iniziarono a perorare il Liberismo come unica e pura fonte di futura sopravvivenza e di crescita economica. Le forze sociali dovevano immediatamente reinventarsi in termini di modernità, flessibilità e meritocrazia. Il risultato che si unisce ad un bilancio fallimentare, ci riconsegna una società civile annichilita e distrutta. Itermini dell’analisi, utili a comprendere gli eventi, si configurano come una rete inestricabile fatta di incopetenza politica e gestionale, autoreferenzialità, corruzzione, immoralità e arroganza da parte di un Governo composto da individui privi di un verificabile background che non fosse quello legato alla prima Repubblica e ad una militanza di tipo “vetero conservatrice”.

Colpisce ed indispettisce di chi non ha mai rinnegato il comunismo, lo scardinamento avvenuto sin dal 2001 delle forme comunicative consolidate che hanno reso il popolo italiano succube di situazioni palesemente anomale e spesso autolesioniste. Una per tutte, il voto operaio ma non solo, offerto a forze politiche reazionarie, folcloristiche e spesso di basso spessore culturale. Penso alla Lega ma anche a paradossali agglomerati definibili perlomeno “inquinati ed inquinanti” , come la UDC dell’ex Berlusconiano Casini o La Destra di Storace.

Dopo Porto Alegre alcune sospette dichiarazioni dell’allora Presidente USA Busch, ricordarono ad una parte di mondo che non sarebbe stato toccato lo “stile di vita” degli americani nonostante l’energia e le risorse del pianeta fossero insufficienti per tutti. La teorizzazione di una società globalizzata, fortemente caratterizzata da un modello feudatario: La Corte del Re e, fuori le mura, il popolo nel fango e nella miseria.

Il Governo della nostra Italia, quello Berlusconi intendo, in fondo ha puntato forte in questa direzione utilizzando uno strumento quale il monopolio dell’informazione televisiva e giornalistica e i risultati si stanno vedendo. Il “vecchio che avanza” impera nel paese spacciato per modernità e tutti si aggrappano a teorie che nulla hanno a che vedere con la possibilità di un nuovo mondo improntato su un peso maggiore della solidarietà, della condivisioni e della semplicità di utilizzo della politica che, proprio perchè si dispiega in Democrazia deve risultare semplice. E cosa c’è di più semplice di un concetto, imputabile a Rousseau, che ci ricorda che ” la Democrazia si basa su un mediocre e diffuso benessere …” Per capirci, se ci sono capitalisti viene a meno la Democrazia.

Gilli Germinal

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