Le prime tre puntate uscite in questa settimana
PRIMA PUNTATA – CENTRO STORICO
1 – Centro storico: quali gli orari giusti per l’eventuale accesso al traffico?
Sono 20 anni che si sente parlare di chiusura al traffico di tutto il centro storico. Se è un modo per disincentivare l’uso dell’auto, valorizzare il patrimonio artistico della città e permettere ai cittadini di riappropriarsi di un luogo libero dal traffico non possiamo che essere favorevoli. Certo, modi e tempi vanno decisi di concerto con la popolazione.
2 – Confermerà la presenza e l’attuale posizionamento dei pilomat blocca-traffico?
I pilomat devono individuare un luogo di ritrovo, di fruizione del patrimonio artistico e di svolgimento delle attività sociali e culturali. Non devono però rappresentare una limitazione troppo pesante per gli abitanti e le attività commerciali. Bisogna trovare un compromesso tra chi in centro ci vive, chi ci lavora e chi, cittadino o turista, ne vuole semplicemente godere la bellezza e le attrazioni.
3 – E’ favorevole all’apertura al traffico notturno almeno durante il periodo invernale?
Non credo sia un problema così rilevante nella situazione di degrado sociale ed economico in cui vive la nostra città. Penso comunque che bisogna valutare i vantaggi e gli svantaggi della cosa: probabilmente in inverno è una scelta giusta per non penalizzare troppo i cittadini del centro.
SECONDA PUNTATA – IL COMMERCIO
1 – E’ favorevole all’apertura notturna dei negozi del centro storico almeno nel periodo estivo?
Assolutamente no. Almeno che non ci siano particolari manifestazioni come la notte bianca o altro a cui i commercianti ed i lavoratori del commercio aderiscano volontariamente. La deregulation degli orari penalizza infatti i piccoli commercianti e soprattutto i lavoratori del commercio che perdono il loro diritto ad orari più umani e riposi settimanali garantiti.
2 – E’ favorevole alla liberalizzazione del governo Monti, già applicata da Fabriano, sugli orari, domeniche comprese?
Come dicevo siamo contrarissimi. Il commercio è in crisi perché molti cittadini hanno perso il lavoro e chi ce l’ha prende una paga da fame e non ha nessuna certezza perché precario.Non c’entrano nulla gli orari di apertura. Questa liberalizzazione, che continuo a definire deregulation, è solo un regalo del Governo dei banchieri e dei grandi capitalisti alla grande distribuzione. Tutto a discapito dei piccoli commercianti e dei diritti fondamentali dei lavoratori del commercio.
3 – Pensa che il Comune debba rilasciare nuove licenze commerciali?
Noi da comunisti siamo sempre stati a favore di un’economia pianificata, in cui si valutano prima gli effettivi bisogni dei cittadini e poi si prendono le scelte conseguenti. Questo però non vuol dire che bisogna creare delle “lobby” di ricchi commercianti che tagliano le gambe ai giovani che vogliano aprire un attività commerciale. Quindi si possono concedere nuove licenze, ma in maniera trasparente, con parsimonia e senza abusi. Ribadiamo comunque che la crisi del commercio rimane legata esclusivamente all’impoverimento dei lavoratori e delle loro famiglie: quello è il primo problema da affrontare.
TERZA PUNTATA – VIABILITA’ E TRASPORTI
1 – Realizzerà – e se sì dove – nuovi parcheggi lungo l’area urbana?
Nuovi parcheggi sono sempre auspicabili. Però non dimentichiamo che ci sono interventi ben più urgenti, come quelli a favore dei lavoratori, dei giovani e delle famiglie. Altrimenti tra un po’ avremo i parcheggi ma molti dovranno rinunciare all’automobile. Quindi i soldi si spendano solo per opere estremamente urgenti. E sempre nell’ottica di lasciare l’auto fuori dal centro e favorire la pedonalizzazione della città.
2 – Realizzerà – e se sì dove – nuove rotatorie al posto dei semafori?
Queste sono scelte molto tecniche, che competono più un ingegnere civile che un sindaco. Detto questo ribadiamo che i soldi ora vanno spesi solo per opere estremamente urgenti: il resto devono andare tutti a sostegno dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani.
3 – Confermerà la scelta appena in vigore di non avere più bus urbani la domenica?
Sono scelte che contrastano con la nostra sensibilità a favore dei servizi che devono essere sempre di più e sempre più “pubblici”. Bisogna spingere le persone a lasciare il più possibile l’auto a casa e dare un servizio essenziale alle persone anziane, ai ragazzi ed a chi non può più permettersi l’auto. Si può razionalizzare il servizio ma non si può tagliarlo in toto.
PCL Ancona
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