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FERMENTI DI SINISTRA COMUNISTA

Vedo, mi chiedo e cerco di condividere il mio pensiero.

Tutto ciò che accade in Italia, con la vicenda dell’ILVA di Taranto, con le vicende dei cassintegrati in diverse zone del paese e con il governo Monti, rapinatore sociale insieme ai partiti che lo sostengono di centrodestra e centrosinistra, sono il fermento di un periodo nel quale il pensiero, il progetto comunista dovrebbe avere un senso da contraltare politico al capitalismo dilagante su intere popolazioni.

Vedo la Spagna nelle sue lotte intestine, il Portogallo ridotto al lumicino sociale come mai accaduto, la Grecia ormai dissanguata e l’Italia che accetta supina le riforme da cavallo imposte dal governo Monti-Napolitano.

Mi chiedo :

Cosa accade a intere popolazioni europee se tutto ciò non corrisponde ad un progetto politico alternativo comunista ?

Perchè in un momento storico capitalistico tale non viene riesaminato il progetto comunista ed emergono i populismi inconcludenti ?

Ovviamente non sempre ho le risposte (e ritengo ciò sia un bene), ma credo sia da ricercare questa assenza di visione politica nelle paure emergenti di perdere tutto ciò per cui una famiglia ha lavorato e in quello status di famiglie ex proletarie che gradualmente si sono sentite imborghesite ed ora non vogliono scommettere le loro conquiste di benessere apparente ottenute e per questo in condizioni di perdere tutto per non voler perdere tutto.

Il problema è l’occidentalizzazione del pensiero proletario che si è trasformato gradualmente in una zona mediana in cui si stava apparentemente bene, fino alla devastazione capitalista attuale.

Tutto ciò crea sconcerto, paura, incomprensione, disabitudine alla ribellione politica, assuefazione e con questo perdita di visione e prospettiva, anche per il perdersi di quelle generazioni con cui sono nate le conquiste sociali che hanno portato alla stabilizzazione dello status operaio che ora viene meno.

Quando parlo in questi termini, per meglio comprendere gli eventi, spesso sono guardato con sorpresa ed in modo contraddittorio dai compagni che non entrano nel senso quasi antropologico del problema a cui mi riferisco.

Ma il problema resta : Un tempo ad un attacco frontale del capitalismo come quello che viviamo oggi, ci sarebbero stati enormi movimenti di massa di sinistra comunista che avrebbero se non rovesciato i poteri di forza, almeno fatto da contraltare in determinazioni uguale e contrario in intensità alla propaganda capitalista.

La propaganda… il capitalismo ha saputo ben fare il suo lavoro di destabilizzazione con il suo dividi et impera… così creando un sistema in cui tutte le politiche di centrodestra e centrosinistra infine, pur sembrando differenti, sono identiche nelle sostanze.

Il lavoro a cui siamo chiamati, come comunisti, è un lavoro di ricucitura enorme e di propaganda e di insegnamento dei fondamentali delle nostre politiche impari rispetto allo strapotere mediatico dei partiti asserviti al capitalismo !

Ci sono intere generazioni a cui si deve, a mio avviso, ridare una scuola di politica comunista.

Bisogna, forse, rifare i comunisti.

In questo non ci aiuta il riformismo di Rifondazione e l’inconcludente prospettiva che questi hanno di accodarsi al centrosinistra italiano, così come il gridare al lupo e poi mettersi in coda al lupo di Rifondazione e del partito dei comunisti italiani (non aggiungo sinistra critica e il resto della galassia comunista).

Tutto ciò non aiuta e disorienta la popolazione che vorrebbe un unico partito popolare e comunista rivoluzionario.

Il momento politco è difficile, ma se non analizziamo e non cerchiamo di capire cosa è successo alla Classe imborghesita ed ora alla fame, se non cerchiamo di comprendere la devastante rivoluzione culturale successa negli ultimi 20/30 anni, se non iniziamo a “rifare” dalla base con iniziative di scuola politica comunista “applicata”, il rischio è che potremmo veder passare ancora molto tempo prima che inizi un grande movimento di massa anti capitalista rivoluzionario.

Questa ovviamente è la mia opinione e come tutte le mie opinioni, opinabile.

Elia Massimo – Compagno di Borgo San Dalmazzo – Sezione di Torino

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