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Tra le tante nuove adesioni
al PCL

…da Cerveteri e Ladispoli

Rifondazione Comunista ha chiuso i battenti al Comunismo.

La scelta fatta dal gruppo dirigente del PRC e cioè la fusione per incorporazione

nella lista “Rivoluzione Civile”, è stato un vero e proprio abbandono dei valori comunisti e della politica anticapitalista. Tutto ciò è

successo perché hanno scambiato un mezzo di lotta politica, qual’è il momento elettorale, come unica battaglia, finalizzando questa

all’entrata, comunque, in Parlamento.

Questo è il motivo principale per il quale, dopo lunga e attiva militanza in Rifondazione, nei primi

giorni di gennaio u.s., ho deciso di uscire dal PRC e aderire al Partito Comunista dei Lavoratori. La mia decisione non è stata priva di

dolore e immensa delusione. Non si può rimanere indifferenti, io credo, nell’assistere a un cambiamento repentino di linea politica. Per

Rifondazione Comunista oggi non vale più la seguente “verità”: “Lo Stato capitalista-borghese non si può riformare ma si deve cambiare.”

Non esiste un capitalismo “umano”, esiste solo lo sfruttamento bestiale dei lavoratori.

Credo che compito dei comunisti oggi sia rimettere

in campo la lotta di classe, riunendo tutte le donne e gli uomini comunisti e sono tanti e tante, sparsi e sparse in mille gruppi e

partiti, per presentare al “mondo” un programma di lotta contro la speculazione economica, per l’occupazione e l’autogestione dei settori

produttivi, per la nazionalizzazione del settore delle comunicazioni, dei trasporti, del credito, dell’energia, ecc… Per fare questo

bisogna ignorare le lusinghe borghesi e le scorciatoie riformiste. La lotta è lunga la borghesia è forte, ma noi comuniste e comunisti

abbiamo dalla nostra parte la forza della ragione e questo ci farà camminare.

Mario Priarolo

Ho 83 anni. Mi sono iscritto al P.C.I. Terza Internazionale nell’aprile del ’48 in occasione della campagna elettorale quella del “fronte

democratico “. Avevo 18 anni. L’anno sucessivo mi iscrivevo all’università. Medicina chirurgica. Gli universitari venivano “dirottati”

alla federazione giovanile comunista. Cellula medicina chirurgica, Sezione universitaria. Segretario Giovanni Berlinguer e dopo poco tempo

la Castellina. Nel 49 all’università di Roma doveva tenere lezioni Umberto Colosso, già socialista, dopo socialdemocratico Saragat. Al

soldo degli americani, che nel periodo bellico, fuoriuscito, aveva parlato da Radio Londra. Intervento massiccio dei fascisti che

contestavano il traditore. Altrettanto massiccio intervento di antifascisti – stragrande maggioranza comunisti! Zuffa furibonda – il primo

fermo di polizia Commissariato San Lorenzo – .

Io avevo fatto comunella con un bravo compagno, grande e grosso di qualche anno più grande

di me, forse si chiamava Caputo! Era della “Quarta Internazionale”. Un compagno della sezione universitaria, figlio dell’onorevole Platone

mi spiego’come non fosse il caso di dare confidenza a quell’inidividuo che sicuramente nel portafogli aveva dollari americani! E pensare

che Colosso li aveva presi veramente! E noi lo difendevamo dai fascisti! E durante gli scontri c’era la direttiva di isolare quelli come

Caputo e fare in modo che i fascisti li bastonassero! Rimasi nel P.C.I. E acquistai “la Mia vita” di Leone Trotsky. Mondadori Milano.

Tentativo di autobiografia, traduzione di Ervino Pocar……..

Gli anni trascorrono, scioperi, manifestazioni, feste, processi, camere di

sicurezza, Questura Centrale.

Con la Bolognina il P.C.I. mi ha lasciato! Io sono rimasto comunista, così credo! Mi sono iscritto a

Rifondazione Comunista, ho coerentemente operato per la sua fondazione sul territorio, sono stato eletto Consigliere Comunale. Nell’80 con

il P.C.I. Ero stato anche Sindaco . E in ogni congresso ho votato Marco Ferrando fino a quando è stato fatto fuori! Sono rimasto un

“Rifondazione”. Ho vissuto la dicotomia: manifestazioni con tante bandiere falce e martello, entusiasmo e gioia e la piattezza delle

ricorrenti scadenze elettorali con la ricerca di una sistemazione come quella ottenuta da Bertinotti. Presidente della Camera.

Poi basta!

Non ci si può “mimetizzare” per un “posto”. Non si può essere un ufficio di collocamento!

Mi sono iscritto al Partito Comunista dei

Lavoratori il 7 – 2 – 2013 , parlo la sua lingua, vivo i suoi sentimenti, evoca i miei sogni!

Avanti popolo……. anche se rimembra la

Terza Internazionale.

Un fraterno abbraccio a voi tutti,

Un compagno, Furio Civitella

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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