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BANKITALIA PERPETUA L’AGGRESSIONE SOCIALE.
LA CGIL BALBETTA E AVALLA

Il Presidente di Bankitalia ha rivendicato la continuità dell’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori. Le cosiddette “riforme strutturali” evocate sono solo la prosecuzione dello smantellamento dello stato sociale, a beneficio delle “garanzie” da offrire alle banche in fatto di pagamento del debito pubblico. L’unica nuova spesa pubblica legittimata è quella del pagamento dei debiti alle imprese. L’unica nuova manovra fiscale contemplata è quella della riduzione del “cuneo fiscale”, come richiesto da Confindustria. In una parola: l’unica “ripresa” realmente rivendicata è quella dei portafogli industriali e bancari,sulla pelle del lavoro. Il resto è chiacchiera.

Per questo colpisce che la burocrazia CGIL si sia allineata al tradizionale ossequio riverente delle classi dirigenti a Bankitalia. Evidentemente l’abbraccio a Squinzi trascina con sé l’abbraccio a Visco. Il “patto dei produttori” trascina con sé il patto coi banchieri. A copertura delle politiche di rapina e del governo PD/PDL, contro i lavoratori e la maggioranza della società italiana.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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