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IL SALTO DELLA REPRESSIONE

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L’iniziativa della magistratura torinese contro gli attivisti no Tav con l’incredibile accusa di “terrorismo”, non è un caso isolato. Già si è iniziato a impugnare con estrema disinvoltura il reato di “devastazione e saccheggio” per fatti ordinari di piazza ( 15 ottobre), e di “istigazione all’omicidio” per slogan antifascisti in pubbliche manifestazioni ( come in Toscana). In realtà assistiamo ad uno slittamento strisciante dell’azione repressiva giudiziaria contro movimenti d’avanguardia, con risvolti abnormi: quelli per cui in un paese segnato dall’impunità dei reati di Stato, a partire dalla tortura ( v. G8 di Genova), si vorrebbe comminare fino a 20 anni a chi si contrappone allo Stato per difendere diritti collettivi. Si dimostra una volta di più il crimine politico di quella sinistra cosiddetta sinistra “radicale” che in tempi recenti si è subordinata alle Procure e al “giustizialismo” dipietrista e ingroiano.

Il PCL è e sarà al fianco di tutti gli attivisti di movimento colpiti dalla repressione borghese.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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