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Arrestato a Pordenone Mungari, segretario europeo di “Alba Dorata”.

Secondo gli inquirenti due istituti scolastici privati pordenonesi, l’Alfieri e il Parini, naturalmente beneficiari di contributi pubblici per centinaia di migliaia di euro, hanno elargito diplomi “facili” senza necessità di frequentare lezioni, mentendo sull’effettivo stato di preparazione degli “studenti”. Sembra che l’unica cosa da fare fosse pagare le rette … ma va!? … per essere promossi, ottenere l’ammissione all’esame di Stato e quindi il diploma facile anche per quegli studenti che si rilevavano super-recidivi alla bocciatura negli istituti pubblici e che, di conseguenza, si rivolgevano al privato per ovviare alla scarsa propensione allo studio.

Per questo è stato arrestato (purtroppo solo ai domiciliari per un presunto attacco cardiaco che lo ha colto durante l’interrogatorio) il “Patron” Pasquale Mungari, titolare delle due scuole private, ex proprietario e presidente per il passato della pordenonese calcio (che sotto la sua gestione navigava in brutte acque) ma soprattutto attuale segretario europeo dell’organizzazione neonazista Alba Dorata!

Oltre al Mungari, sono finiti in manette quattro suoi collaboratori, tra cui il direttore delle due scuole, Giuseppe Sirianni già assessore comunale del Partito Socialista cittadino. La Guardia di Finanza ha accertato collegamenti con scuole del Lazio e della Campania, dove sembra venissero svolti gli esami. Secondo l’ANSA è al vaglio delle Fiamme Gialle e della Procura di Pordenone anche la spendibilità dei diplomi ottenuti dagli studenti delle due scuole paritarie sotto inchiesta … ci auguriamo che, se i fatti saranno accertati, la validità di questi diplomi “facili” venga revocata per giustizia minima nei confronti degli studenti onesti.

È interessante sottolineare come l’organizzazione scolastica del Mungari tendesse a coinvolgere anche altri comuni nella nostra provincia, oltre al capoluogo, al fine di estendere il mercato del suo diplomificio. Ricordo solo l’episodio del comune di Sacile, dove fu la combattiva lista civica SPS (Sacile Partecipata e Sostenibile) l’unica voce, attaccata da tutti naturalmente, che a suo tempo si levò sulla stampa locale contro la paventata offerta dei locali comunali della ex scuola media Nievo per una non ben definita “Università on line” dello stesso Mungari, evitando il coinvolgimento dell’amministrazione comunale (allora favorevole all’operazione) in quello che oggi si sarebbe rivelato un’uso distorto del patrimonio pubblico.

Ma veniamo al partito del Mungari, Alba Dorata. Nelle cronache locali ci si concentra solo sui dettagli giudiziari della vicenda tralasciando di approfondire gli aspetti della militanza fascista del personaggio, crediamo invece che all’opinione pubblica vadano sottoposti anche questi fatti: nella patria di origine del partito, la Grecia, ora Alba Dorata è nell’occhio del ciclone con l’accusa di eversione e tentato colpo di stato. Da questo si è giunti all’arresto eclatante un paio di settimane fa del leader Nikolaos Mikalioliakos e di cinque deputati (vedi l’articolo “Grecia: gli arresti dei gangsters nazisti di Alba Dorata” e altri sul sito nazionale). Secondo i pm ellenici, il movimento neonazista in Grecia non solo era pronto ad un’azione eversiva, ricordiamolo, con la complicità di quelle forze dell’ordine e di quei servizi segreti greci che durante le manifestazioni di protesta contro la crisi avevano così duramente represso i manifestanti di sinistra, ma aveva anche strutturato una rete di racket finalizzato all’estorsione, all’addestramento dei picchiatori e per l’autofinanziamento dell’organizzazione. Una rete criminale che, secondo alcune rivelazioni fatte dai magistrati alle agenzie di stampa, sembra estendersi a Germania ed Italia. Forse che il Mungari dovrà presto preoccuparsi anche di altre pendenze legali non solo legate al peculato?

Ma le rivelazioni sono quotidiane, un testimone, ex militante sotto interrogatorio, ha descritto alcuni metodi di addestramento: “I membri di Alba Dorata ci insegnavano le arti marziali e tenevano corsi di arrampicata e di utilizzo delle armi, soprattutto coltelli. L’istruttore si chiamava Nick Miho ed insegnava a neutralizzare gli avversari tramite l’uso dei pugnali. Per questa ragione venivano organizzati corsi all’interno di un allevamento di agnelli, dove ci insegnavano a colpire gli animali alla carotide”. Venivano sgozzati gli agnelli … per imparare a colpire in modo efficace, cioè “mortale”, durante i combattimenti corpo a corpo … queste le tecniche di combattimento di Alba Dorata utilizzate in caso di scontri con avversari politici!

Il testimone, sotto protezione degli inquirenti greci, ha anche raccontato altri dettagli sull’indottrinamento ideologico: “Eravamo vittime di un autentico lavaggio del cervello. Ci è stato insegnato il saluto nazista ed era pratica comune tatuarsi il simbolo delle SS, la svastica o il Tottenkotf (la testa di morto) in parti del corpo ben visibili. Gli “ufficiali” di Alba Dorata inoltre erano obbligati ad acquistare libri come il ‘Mein Kampf’ di Hitler, il diario di Goebbels e altri come i ‘Protocolli di Sion’”.

Una testimonianza ci arriva dalla BBC, rivelatrice dei metodi del partito neonazista greco. Una donna ha raccontato all’emittente di essersi avvicinata ad Alba Dorata dopo essere stata molestata da un uomo: “Sono andata nella loro sede, ho visto spranghe e scudi. Tutti i presenti si sono alzati in piedi quando è entrato il leader, che ha iniziato a organizzare il pestaggio di gay e persone di colore. Io ho illustrato il mio caso. Un membro del partito mi ha avvicinato e mi ha fatto un’offerta: per 300 euro avrebbe rotto il braccio a chi indicavo, per 1.000 gli avrebbe incendiato l’auto e per 1.500 gli avrebbe fatto fare un mese di ospedale. Non volevo niente di tutto ciò, così lui mi ha avvisato: ‘Se racconti a qualcuno questa conversazione ti brucio viva’”.

In Grecia la popolarità di Alba Dorata è in caduta libera, soprattutto dopo l’uccisione di un rapper antifascista per mano di un proprio simpatizzante: il 68% dei greci (sondaggio Vpcr per il sito rizopoulospost.com) ritengono che il giro di vite del governo contro i vertici dell’organizzazione sia stato più che dovuto e che Alba Dorata sia davvero un’associazione a delinquere. Ma la sua pericolosità non viene meno! Soprattutto per le strette connessioni con l’apparato repressivo dello stato borghese.

Per chiudere riporto le parole del nostro compagno greco Savas Michael dell’EEK dall’articolo citato precedentemente: ”La lotta contro il fascismo non può essere separata da una lotta senza quartiere contro la devastazione sociale, per cacciare la troika e i suoi lacchè … spazzare via il sistema capitalista in bancarotta, che genera fame e disoccupazione di massa, così come l’apparato repressivo statale e le truppe d’assalto naziste che sono il suo strumento; aprendo così la strada per una via d’uscita socialista dalla crisi, con la presa del potere da parte dei lavoratori”.

PCL Pordenone

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