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Il capitale di Marx come film

Articolazione teorica di alcuni punti de Il capitale di Marx come trattamento economico ed espressione del linguaggio cinematografico tratto dalla teoria del montaggio intellettuale di Sergej Ejzenstejn.

Questo articolo è dedicato al regista sovietico, Sergej M. Ejzenstejn, senza il quale, chi sta scrivendo, non avrebbe mai cullato in proprio il desiderio, il sogno, di realizzare un film tratto da Il capitale di Marx. Quest’opera, nel suo carattere monumentale, non solo è un’ opera scientifica, ma anche creativa, artistica, per la ricchezza delle metafore sul capitale stesso e sullo sfruttamento, per l’esatta scelta delle parole che fanno di quest’opera una perfezione di forma letteraria. Sergej Ejzenstejn, creativo egli stesso, progettò di realizzare un’edizione cinematografica di quest’opera di Marx, senza riuscirci, né in U.R.S.S. , né in Europa, né negli USA. Stalin gli diede del pazzo, al contrario Trotsky, in precedenza, aveva ben compreso il carattere politico ideologico e creativo del cinema considerandolo come alternativo alla parrocchia e alla vodka. Nei suoi saggi sulla letteratura e sull’arte, Trotsky si espresse chiaramente a favore della libera espressione artistica, mentre il Governo Sovietico stalinista, liquidò i film di Ejzenstejn, le sue idee sul montaggio intellettuale messe in pratica in film quali Ottobre (1927) e La linea generale – Il vecchio e il nuovo (1929), come formalistiche, e avulse dalla realtà sociale. Nelle intenzioni di Ejzenstejn, da questi ultimi due film doveva uscire l’espressione più compiuta e articolata del montaggio intellettuale: il film Il capitale di Marx. E’ opinione di chi sta scrivendo che, con Lenin e Trotsky, rappresentanti del carattere realmente rivoluzionario dello Stato Sovietico originario, Ejzenstejn non sarebbe stato castrato nei suoi impeti creativi ed avrebbe certamente realizzato il film secondo i principi del cinema intellettuale: un carattere dialettico della forma cinematografica; lo scontro tra inquadrature di contenuto diverso, che avessero come scopo, mediante associazione delle immagini, quello di urtare, colpire, dare impulso cerebrale allo spettatore, affinché cominciasse a pensare in modo dialettico e a comprendere, in una serie di sintesi, e di scoppi cumulativi di inquadrature, i concetti espressi da Marx ne Il capitale.

Tradurre in immagini i concetti espressi da Karl Marx ne Il capitale, concepito come film-video sperimentale, come sintesi tra documentario e finzione, impone una forma totalmente rivoluzionaria non solo nel linguaggio cinematografico e tecnico, ma, già a monte, nella stessa stesura e impaginazione della sceneggiatura. Di seguito, ci si soffermerà solo su uno schema generico, estremamente semplificato, di punti narrativi, moltissimi altri ne mancano, che possano essere alla base di tronconi narrativi più sviluppati con personaggi e con l’inserimento di sequenze sperimentali.

1. Anni 90. Incremento doppio di produttività per l’esportazione di merci. Accumulazione visualizzata dalle gru, i cui bracci, in prospettiva, tagliano l’orizzonte e incorniciano edifici aziendali e commerciali in costruzione. Il saggio del plusvalore, cioè il rapporto tra lavoro non pagato all’operaio, intascato dall’imprenditore, e il lavoro pagato come salario perché costui conservi e riproduca il valore della sua forza lavoro acquistando i beni di consumo a lui necessari, si esprime in :

pv’ = 4 ore (non pagate) / 4 ore (pagate)

€ 50,00 / € 50,00 = 100%.

Salario operaio = € 1.500 mensili.

2. Anni 1996-2006. I continui investimenti di capitale in edifici industriali e commerciali, l’accresciuta produttività del lavoro, dunque l’accrescimento di investimenti per edifici in ampliamento, impianti, macchinari, materie prime necessarie alla lavorazione, anziché ridurre la Rendita Fondiaria, la accrescono (= immagine Dracula) che succhia il 58 1/3% del prodotto netto (plusvalore) accrescendo la Rendita Immobiliare. Il saggio del plusvalore si attesta sul 150%. Supposto che il prodotto di 8 ore di lavoro giornaliero sia di € 100,00 e che inizialmente il saggio del plusvalore sia del 100%

pv’ = 4 ore (€ 50,00) / 4 ore (€ 50,00) = 100%,

se si verifica un aumento del 20% del prezzo del grano, a causa di investimenti intensivi di capitale sullo stesso acro di terra, da richiedere una maggiore quantità di lavoro allo stesso numero di operai occupati nello stesso arco di ore lavorative, rese più intense, la presenza del

Proprietario Fondiario – Dracula,

impedisce che tale aumento di prezzo si traduca in un aumento del 20%, da € 50,00 a € 60,00 del salario portando, al contrario, l’Imprenditore a ridurre in misura corrispondente il salario al di sotto del reale valore della forza lavoro dirottando la quantità di questa aggiunta di valore prodotto verso la rubrica Rendita Fondiaria. Se in precedenza il plusvalore pari a € 50,00 si divideva in € 25,00 e le altre 25 euro costituivano rendita fondiaria, tale che la ripartizione del plusvalore sia dunque del 50% tra profitto imprenditoriale e rendita, ora € 10,00 passano nelle tasche del Proprietario Fondiario che si accaparra 48 minuti aggiuntivi del pluslavoro dell’ Operaio.

pv’ = € 60,00 / € 40,00 = 150%. Cioè 4 ore e 48 minuti di lavoro operaio non retribuito (pluslavoro) e 3 ore e 12 minuti, di lavoro retribuito, necessarie alla riproduzione del salario.

Delle € 60,00 , € 25,00, cioè 2 ore di pluslavoro costituiscono profitto e interesse, ed € 35,00 cioè 2 ore + 48 minuti di pluslavoro costituiscono rendita. Riducendo il salario, cioè in questo caso pagando la forza lavoro al di sotto del suo valore, l’Imprenditore mantiene inalterata la grandezza assoluta del profitto che rimane, come in precedenza, pari a € 25,00, espressione di 2 ore di lavoro, ma aumenta la sua grandezza relativa in rapporto al salario. Infatti se prima il profitto in rapporto al salario era di p’ = € 25,00 / € 50,00 = 50%, ora è

p’ = € 25,00 / € 40,00 = 62 ½ %.

Ora del plusvalore (prodotto netto) di € 60,00 , il profitto detiene € 25 / € 60 = il 41 2/3%, mentre la rendita il € 35/€ 60 = 58 1/3%.

3. 2007-2008. L’accrescimento della massa di capitale costante c, lavoro morto, lavoro passato

(immagini: Impianto, Macchinario = Mummia Egiziana, Altoforno = Piramide Egizia, operai al lavoro in una Acciaieria, schiavi egiziani che costruiscono una Piramide) in rapporto a quello variabile v, al lavoro vivo dell’operaio, porta alla caduta del saggio generale del profitto. Se prendiamo in considerazione la composizione percentuale media di capitale come 75c + 25v e il saggio di plusvalore pari al 100% tale che, in quattro ore di lavoro l’operaio, per 2 ore, produca l’equivalente del suo salario, e per altre 2 ore produca un eccedente per l’imprenditore pari a 25, e per il quale non riceve nulla in pagamento, avremo

pv’ = 25 pv / 25 v = 100%.

Il saggio di profitto è

p’= 25pv / 75c+25v = 25%.

Se tuttavia c diviene 90 (il 90% del capitale è investito in macchinari, materie prime, materiali ausiliari per accrescere la produttività) e il salario diviene 10, il saggio di profitto sarà caduto al 10%. p’ = 10pv / 90c + 10v = 10%. Per contrastare tale caduta, gli industriali quotano parti sempre crescenti di plusvalore, ¼ o 1/3, in borsa: in azioni, in derivati, per contrastare la svalorizzazione dei loro capitali, favorire successive accumulazioni e reinvestire valori in nuovi cicli o processi produttivi.

4. Crisi. Posto in media un invenduto di merci pari a ¼, si deve ridurre di necessità la produzione da 8 ore a 6 ore. Aumenta l’istinto di rapina dell’Imprenditore (uno Sciacallo infierisce su un Cadavere Dissanguato), che si rifà sull’Operaio della perdita di ¼ (1 ora su 4) del plusvalore, intascando 2 ore di lavoro non pagato. pv’ = 4 ore / 2 ore = 200%. Anziché 3 ore / 3 ore = 100%. Si pongono le basi, nelle normali 8 ore lavorative, per spremere maggiore lavoro non pagato (pluslavoro) agli operai. Le guaine di una Macchina Mungitrice aumentano la pressione sui capezzoli di una mucca. Le cisterne si riempiono di latte più velocemente:

pv’ = 200%. = 5 ore 20 min. (€ 66,66 2/3pv) / 2 ore 40 min. (€ 33,33 1/3v).

Salario mensile operaio = € 1000 v.

Composizione percentuale media = 94c + 6v. pv = 12;

pv’ = 12pv / 6v = 200%.

Saggio medio di profitto p’ = 12pv / 94c + 6v = 12%.

pv’ = 300% = 6 ore (€ 75,00 pv) / 2 ore (€ 25,00v).

Salario operaio = € 750 mensili.

Composizione percentuale media = 98c + 2v.

Saggio medio di profitto p’ = 6pv / 98c + 2v = 6%.

Francesco Lupinacci

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