giovedì 30 aprile 2015 … sciopero generale di 24 h, nell’Unione Europea ?
L e t t e r a a p e r t a, p e t i z i o n e
l u g l i o 2 0 1 4
Ottenere una legge della Repubblica Italiana ( …… e poi una Direttiva dell’ Unione Europea ) che stabilisca la settimana lavorativa legale, di trenta ore settimanali, senza diminuzione della retribuzione, ai valori correnti…….. e relativo adeguamento nel tempo.
Lavorare meno lavorare tutt*…. per lavorare meno e….. lavorare tutt*.
Nella situazione storica presente ( Acciaierie di Terni; Fiat di Pomigliano e Termini Imerese, Ideal Standard, Alitalia … ma ci sono decine di aziende in Lombardia, Italia, Repubblica Ellenica, Spagna, Francia ed altri luoghi dell’Unione Europea e non solo in condizioni simili ) molte direzioni aziendali hanno annunciato, o annunceranno licenziamenti; inoltre con tutte le varietà di contratti a tempo determinato, partite IVA coatte, migliaia di persone vivono e vivranno sempre di più in una precarietà più estesa.
Che fare ? Un’antica strada ma sempre buona, dei movimenti organizzati del lavoro dipendente, aveva nei suoi cartelli alle prime evidenze la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro; dalla metà dell’ottocento la giornata lavorativa di otto ore fu la bandiera dell’emancipazione-liberazione e della dignità del lavoro subordinato. Sembrava un obiettivo “utopistico ed improponibile” perchè in molti settori si lavorava f i n o a q u i n d i c i o r e a l g i o r n o e p i ù, con la settimana lavorativa, intorno a 7 0 ore.
Ed ora dopo più di un secolo? L’ultima volta che fu ridotto l’orario di lavoro nella Repubblica Italiana fu nel 1969, da 4 8 a 4 0 con il contratto dei metalmeccanici (…e con £ 100.000 d’aumento).
E d o g g i , d o p o q u a s i m e z z o s e c o l o ? ? ?
Solo una grande unione di t u t t o il lavoro dipendente (esercito industriale variamente “regolare” ed esercito industriale variamente di “riserva”) potrà ottenere la riduzione generalizzata della settimana lavorativa a t r e n t a o r e s e t t i m a n a l i senza diminuzione della retribuzione (inoltre,… così si introdurrebbe, [ nei settori che operano sulle 24 ore – 365 giorni l’anno] , al posto dei turni di otto ore per 3 = 24h, turni di sei ore e quindi 6 x 4 = 24h ): piccola-media-grande azienda; azienda pubblica-azienda privata; dal manovale all’ingegnere; lavoratori-lavoratrici; dipendenti a tempo indeterminato, a tempo “determinato” e chi è senza lavoro-reddito; dipendenti stanziali, dipendenti migranti; Solo una grande unione potrà realizzare in un futuro, questo obiettivo (… dipenderà da noi quan- to … a breve, media o lunga scadenza), sapendo che l’avvenire degli esseri umani per molti aspetti è nelle loro stesse mani e che polli fritti (… e/o altre cose …) non cadranno dal cielo direttamente in bocca.
Va da se che, tra gli altri, obiettivi connessi sono:
Leggi della Repubblica iTALIANA ( e poi direttive dell’Unione Europea):
C I N Q U E settimane di ferie (7×5) annue per t u t t i i s e t t o r i;
C O M I C (contratto unico m i n i m o intercategoriale per quanto riguardi i d i r i t t i…..).
S M I C ( salario minimo intercategoriale nella Repubblica italiana; [nella Repubblica Francese c’è già]; non solo nel settore pubblico; € 8,50 l’ora netti; la retribuzione mensile da aggiornare ai valori attuali: € 1.400 il minimo, € 14.000 mensili la retribuzione massima sia per l’attività lavorativa sia per la retribuzione differita cioè la pensione, ovvero il Presidente della Repubblica Italiana il massimo, tutti gli altri in modo decrescente) e poi direttiva dell’Unione Europea con criteri analoghi; non aumento dell’età per ottenere la retribuzione d i f f e r i t a, cioè la pensione (quarant’anni di lavoro sono pochi ?????).
La presente lettera aperta appello e le relative firme verranno inviate di volta in volta a qualsiasi organizzazione, politica, sociale, sindacale che abbia interesse alle sorti delle moltitudini del lavoro subordinato in Italia e non solo con l’invito che scrivano nero su bianco e questo vi rimanga a tempo indeterminato nei loro programmi: la riduzione generalizzata della settimana lavorativa legale a t r e n t a o r e s e t t i m a n a l i e le azioni ai vari livelli, che suggerirà l’intelligenza e il contesto, fosse anche la promozione di una legge d’iniziativa popolare.
Per aderire sito:trentaore.tk (ed anche a ernesto.sattaneo@alice.it con le generalità, lavoro e residenza)
« Il più grande miglioramento del potere produttivo del lavoro e la maggior parte dell’abilità, destrezza e discernimento con cui viene diretto o applicato ovunque, sembra sia stato effetto della divisione del lavoro.
Gli effetti della divisione del lavoro, sugli affari generali della società, verranno compresi più facilmente se si considera in che modo esso funziona in alcune manifatture particolari. Si ritiene comunemente che venga spinta al massimo in alcune delle attività insignificanti: non che essa sia effettivamente spinta al massimo in alcune delle attività più insignificanti: non che essa sia effettivamente spinta in queste più in là che in altre importanti; ma nelle manifatture insignificanti destinate a rifornire i piccoli bisogni di una parte soltanto piccola della popolazione, il numero complessivo degli operai deve essere necessariamente limitato; e coloro che sono impiegati in ogni diverso ramo del lavoro possono spesso venire riuniti in uno stesso ambiente ed esposti tutti in una volta allo sguardo dell’osservatore. Nelle grandi manifatture che sono destinate invece a rifornire le necessità della grande massa della popolazione, in ciascun ramo diverso del lavoro viene impiegato un così grande numero di operai che è impossibile radunarli tutti in uno stesso ambiente. In una sola volta possiamo raramente vederne più di quelli impiegati in un singolo ramo. Perciò, benché in tali fabbriche il lavoro possa in realtà venire diviso in un numero molto maggiore di compiti, che non in quelle di natura insignificante, la divisione non è altrettanto ovvia ed è stato perciò molto notata.
Per fare quindi l’esempio di una manifattura molto insignificante, ma nella quale la divisione del lavoro è stata molto spesso notata, prendiamo quella della manifattura degli spilli; un operaio non addestrato a questa attività (che la divisione del lavoro ha reso un’attività distinta), che non conosca l’uso dei macchinari impiegati in essa (l’invenzione dei quali è stata probabilmente originata dalla stessa divisione del lavoro), potrebbe forse a malapena, sforzandosi al massimo, fabbricare uno spillo al giorno, e sicuramente non riuscirebbe a farne venti. Ma nel modo con cui questa manifattura viene eseguita adesso, non soltanto tutto il lavoro rappresenta una particolare attività, ma essa è suddivisa in un certo numero di rami, di cui la maggior parte rappresenta parimenti attività specifiche. Un uomo estrae il filo, un altro lo raddrizza, un terzo lo taglia, un quarto lo appuntisce, un quinto lo mola in cima per ricevere la capocchia ; fare la capocchia richiede due o tre operazioni distinte ; metterla a posto è un lavoro speciale, imbiancare lo spillo un altro ; è un’attività in sé perfino metterli nell’involucro. L’importante faccenda di fabbricare uno spillo è in questo modo divisa in circa diciotto operazioni distinte, che in alcune fabbriche vengono eseguite da mani diverse, benché in altre la stessa persona a volte ne faccia due o tre. Ho visto una piccola fabbrica del genere, dove erano impiegati soltanto dieci uomini e dove perciò alcuni di essi eseguivano due o tre operazioni distinte. Ma nonostante fossero molto maldestri e perciò sistemati a casaccio col macchinario necessario, quando si davano da fare, riuscivano a fabbricare fra tutti circa dodici libre di spilli al giorno. In una libbra vi sono fino a quattromila spilli di misura media. Quelle dieci persone perciò riuscivano a fare, tutte insieme oltre quarantotto mila spilli al giorno. Quindi, poichè ciascuna di esse faceva una decima parte di tale quantità, si poteva ritenere che facesse quarantamilaottocento spilli al giorno. Ma se avessero faticato tutti indipendentemente e separatamente, senza che nessuno di loro fosse stato addestrato a questa attività particolare, è certo che essi non avrebbero saputo fare neanche venti, forse neanche un solo spillo al giorno; cioè senz’altro neanche i duecentoquarantesimi, forse nemmeno la quarantamilaottocentesima parte di ciò che la momento sono capaci di fare, grazie ad una opportuna divisione e abbinamento delle loro diverse operazioni. » ( 1776)
Adam Smith (α 1723 –  1790), An Inquire into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, Roma, Newton Compton Editori, 1976, pp. 48 – 49
« Quanto più cresce la forza produttiva del lavoro, tanto più può essere abbreviata la giornata lavorativa e quanto più può essere abbreviata la giornata lavorativa tanto più potrà crescere l’intensità del lavoro. Da un punto di vista sociale la produttività del lavoro cresce anche con la sua economia. Quest’ultima comprende non soltanto il risparmio nei mezzi di produzione, ma l’esclusione di ogni lavoro senza utilità. Mentre il modo di produzione capitalistico impone risparmio in ogni azienda individuale, il suo anarchico sistema della concorrenza determina lo sperpero più smisurato dei mezzi di produzione sociali e delle forze-1avoro sociali oltre a un numero stragrande di funzioni attualmente indispensabili, ma in sè e per sè superflue.
Date l’intensità e la forza produttiva del lavoro, la parte della giornata lavorativa sociale necessaria per la produzione materiale sarà tanto più breve, e la parte di tempo conquistata per la libera attività mentale e sociale degli individui sarà quindi tanto maggiore, quanto più il lavoro sarà distribuito proporzionalmente su tutti i membri della società capaci di lavorare, e quanto meno uno strato della società potrà allontanare da sè la necessità naturale del lavoro e addossarla ad un altro strato. Il limite assoluto dell’abbreviamento della giornata lavorativa è sotto questo aspetto l’obbligo generale del lavoro. Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse. » (1867)
Karl Marx (α 1818 –  1883) – Das Kapital. Kritik des politischen Oekonomie (1° libro cap XV – Variazioni di grandezza nei prezzi della forza-lavoro e nel plusvalore) Editori Riuniti, Roma, 1973, pp 244 – 245
In pratica il regno della libertà inizia solo laddove termina il lavoro comandato dalla necessità e dalla finalità estrinseca; per questo si trova al di fuori della sfera della produzione materiale propriamente detta. Come il selvaggio è costretto a lottare con la natura per soddisfare le proprie necessità, per conservare e riprodurre la propria esistenza, così anche deve fare l’uomo civile, e lo deve fare in tutte le forme della società e in tutti i modi di produzione che possono esservi. Sviluppandosi egli sempre di più, si allarga la sfera delle necessità naturali, in quanto aumentano i suoi bisogni, ma contemporaneamente aumentano le forze produttive atte a soddisfare tali bisogni. La libertà in questa sfera può consistere solo in ciò, che l’uomo socializzato vale a dire i produttori associati, regolano in maniera razionale questo loro ricambio organico con la natura, lo controllano in comune invece di essere dominati da esso come una forza cieca; che essi svolgono la loro funzione con lo spreco quanto più basso di energia e nelle condizioni più adatte alla loro natura umana e ad essa più conformi. Questo tuttavia resta pur sempre una sfera delle necessità. Al di fuori di essa inizia lo sviluppo delle facoltà umane, che è fine a se stesso, la reale sfera della libertà, che può sorgere tuttavia solo fondandosi su quella sfera delle necessità. Condizione preliminare di tutto questo è la riduzione della giornata lavorativa.
Karl Marx (α 1818 –  1883) – Das Kapital. Kritik des politischen Oekonomie (3° libro – capitolo XLIII – La formula trinaria)
Roma, Newton Compton Editori, 2006, p. 1468
“Come sai, io ho sostenuto ostinatamente il valore di una riduzione sostanziale dell’orario di lavoro: forse con non sufficiente energia, perchè c’è un grande silenzio su questo tema. Bene, vorrei capire se e come essa si può riproporre oggi. Vorrei sapere che cosa ne pensano i sindacati italiani.”
Pietro Ingrao i n: Rossana Rossanda, Quando si pensava in grande, Einaudi, Torino, 2013, p. 186
“ Ma il 28 settembre 1864 proletari della maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale si unirono nell’Associazione Internazionale degli Operai di gloriosa memoria. L’Internazionale, è vero, non visse che nove anni. Ma la prova migliore che l’eterna unione da essa fondata fra i proletari di tutti i paesi è ancora viva e più forte che mai, è la giornata d’oggi. Oggi infatti, mentre scrivo queste righe, il proletariato europeo e americano passa in rassegna le sue forze, per la prima volta mobilitate con un solo esercito, sotto una sola bandiera e per un solo scopo immediato: l’introduzione per legge della giornata normale di lavoro di otto ore, già proclamata dal congresso di Ginevra dell’Internazionale nel 1866 e poi, per la seconda volta, dal congresso operaio di Parigi nel 1889. E lo spettacolo di questa giornata mostrerà chiaramente ai capitalisti e ai proprietari terrieri di tutti i paesi che oggi i proletari di tutti i paesi si sono di fatto uniti.
Al meno fosse Marx accanto a me per vedere questo spettacolo con i propri occhi! “
Londra, 1° maggio 1890
Friedrich Engels
Karl Marx– Friedrich Engels (α 1820 –  1895) , Opere complete vol VI, Editori Riuniti, Roma, 1973 p. 674
“ Una buona operaia fa con il fuso non più di cinque maglie al minuto, certi telai circolari ne fanno trentamila nello stesso tempo. Ogni minuto della macchina equivale quindi a cento ore di lavoro dell’operaia; ovvero ogni minuto di lavoro della macchina lascia all’operaia dieci giorni di riposo. Ciò che vale per l’industria della maglieria vale più o meno per tutte le industrie rinnovate dalla meccanica moderna. Ma a che cosa assistiamo? Più la macchina si perfeziona e supera il lavoro dell’uomo con una sempre maggiore rapidità e perfezione, più l’operaio, invece di prolungare di altrettanto il riposo, raddoppia d’ardore, come se volesse competere con la macchina. O concorrenza assurda e micidiale. “(1880)
Paul Lafargue (α 1842 –  1911), Il diritto all’ozio, Feltrinelli, Milano, 1978, p. 126
“Giungo alla conclusione che, in assenza di guerre e di rilevanti aumenti della popolazione, il problema economico possa essere risolto, o almeno essere avviato a soluzione, entro cento anni… Per la prima volta dalla sua creazione l’uomo si troverà di fronte al suo vero, costante problema – come impiegare la sua libertà dalle pressanti esigenze economiche, come occupare il tempo libero, che la scienza e l’accumulazione avranno guadagnato per lui, in modo da vivere saggiamente, in maniera condivisibile e bene … A giudicare dalla condotta e dai risultati ottenuti dalle classi ricche di oggi in qualsiasi parte del mondo, il panorama è molto deprimente! Queste classi sono, infatti, per così dire, la nostra avanguardia – coloro che esplorano per noi la terra promessa e che vi piantano le tende. Ed esse hanno nella maggior parte dei casi fallito disastrosamente. Almeno a me sembra, che coloro i quali hanno un reddito che li rende indipendenti e nessun obbligo o legame o associazione, non abbiano saputo risolvere il problema che è stato loro posto. “
“Sono certo che, con un po’ più d’esperienza, useremo i doni della natura appena scoperti in modo assolutamente diverso dal modo in cui i ricchi li usano oggi, e tracceremo per noi un piano di vita completamente diverso dal loro. “
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“Per molte generazioni ancora, il vecchio Adamo che è in noi sarà così forte che tutti noi avremo bisogno di fare un qualche lavoro per accontentarlo. Faremo per noi stessi più cose di quante non ne facciano di solito i ricchi per se stessi oggi, ben contenti di avere piccoli doveri, compiti e impegni abituali. Ma al di là do ciò, dovremo adoperarci a spartire accuratamente quel poco pane, per rendere tutto il lavoro che è rimasto da fare quanto più condiviso possibile. Turni di tre ore o settimane lavorative di quindici ore potrebbero consentirci di accantonare il problema per un po’. Perché tre ore al giorno sono più che sufficienti per far contento il vecchio Adamo che è nella maggior parte di noi. “
“Sin dai tempi di cui non abbiamo nemmeno memoria i muscoli dell’uomo sono stati, per la maggior parte degli scopi e delle operazioni produttive, la fonte dell’energia, talvolta coadiuvati dal vento, dall’acqua o dagli animali domestici. Il lavoro (labor) nel senso letterale, è stato il fattore primario della produzione. Faceva una grande differenza quando, per il trasporto o per le operazioni limitate, si aggiungevano altre fonti di energia. Ma perfino l’impiego del vapore e dell’elettricità e del petrolio non ha, di per sé, determinato un cambiamento così radicale come quello causato dai nuovi processi di produzione. Lo scopo principale delle nuove macchine, fino agli anni più recenti, era quello di rendere il lavoro, e cioè i muscoli umani, più efficienti.
Gli economisti potevano così plausibilmente sostenere che le maccchine integrano il lavoro. E non competevano con esso. Ma l’effetto degli ultimi tipi di macchine è sempre di più, non di rendere i muscoli degli uomini più efficienti, bensì di renderli obsoleti. E la conseguenza è duplice. Innanzi tutto ci fornisce la capacità di produrre beni di consumo, diversi dai servizi personali, quasi senza limiti; e inolte, di usare così poco lavoro nel processo che una quota sempre crescente dell’occupazione umana deve essere impiegata o nel campo dei servizi personali o nel far fronte alla domanda di beni durevoli che, se il saggio d’interesse fosse tenuto basso abbastanza saremmo ancora lontani dall’aver soddisfatto.”
13 dicembre 1931
John Maynard Keynes (α 1883 –  1946), L’assurdità dei sacrifici, Manifestolibri, Roma, 1995, pp. 20-21 / 21 / 21 / 46-47
“Tra pochi anni la nostra ambizione di fare di questa industria italiana un tipo d’industria che si avvicini nelle dimensioni e nel rendimento ai grandi organismi d’Oltreoceano sarà compiuta e ne vedremo permanentemente le conseguenze sul piano sociale, verso un più alto livello di salari ed un orario di lavoro più ridotto” 23 aprile 1955, discorso d’inaugurazione dello stabilimento di Pozzuoli (NA) i n
Adriano Olivetti (α 1901 –  1960), Ai lavoratori, Comunità Editrice, Roma/Ivrea (TO), 2012, p.27
“I lavoratori vogliono un salario più remunerativo, più confort nella loro vita, più tempo libero, maggiori possibità per migliorarsi come uomini, come membri dei sindacati e come cittadini. Queste erano le ambizioni di ieri; sono quelle di oggi e saranno quelle di domani e di dopodomani. La lotta può assumere diverse forme, ma il problema è sempre lo stesso: i produttori si sforzano di ottenere una ricchezza crescente che scaturisce della produzione.” -1903
Samuel Gompers (α 1850 –  1924) Presidente dell’American Federeration of Labor i n:
Jack London (α 1876 –  1916), La lotta di classe, Malcord D’ Edizione, Catania, 2013, p. 32
A D E S I O N I
n Nome Cognome Condizione Settore provincia lavorativa Residenza – abitazione
1. Gaetano Allotta dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
2. Maria Letizia Anastasio dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Cosenza Paola (C S)
3. Anna Barbaro dipendente a tempo indeterminato Settore Ristorazione Milano Milano
4. Valentino Benvenuto dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Milano Milano
5. Anna Maria Binotto dipendente a tempo Indeterminato Settore Metalmeccanico Milano Milano
6. Adriana Blanco dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano
7. Pascal Bonafemme dipendente a tempo indeterminato E D F ( ENEL francese ) Paris Paris France
8. Mario Bossi addetto a tempo indeterminato Settore Commercio Milano Milano
9. Roberto Brovedani dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
10. Antonio Burale d i s o c c u p a t o Settore Trasporti Milano Milano
11. Teresa Caccuri dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Milano Sesto San Giovanni ( M I )
12. Riccardo Callegaro dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Saronno ( V A )
13. Giada Cannizzaro d i s o c c u p a t a Settore Ristorazione Varese Saronno ( V A )
14. Ennio Cantoni già dipendente a tempo indeterminato Settore Metalmeccanico Milano Settala ( M I )
15. Daniele Capilonghi dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
16. Delfino Carnevale dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Rho ( M I )
17. Giorgio Carubelli dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Monza
18. Cecilia Contino dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Monza
19. Carlo Curti già dipendente a tempo indeterminato Lugano Svizzera
20. Alfredo Damiani dipendente a tempo determinato Settore Metalmeccanico Milano Brugherio ( M B )
21. Caterina Damiani d i s o c c u p a t a Settore Ristorazione Milano Monza
22. Michele Damiani già dipendente a tempo indeterminato Settore Metalmeccanico Milano Cologno Monzese ( M I )
23. Nicoletta Damiani dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano
24. Rosa De Felice dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano San Giuliano Milanese ( M I )
25. Elisabetta De Finis dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Milano
26. Giuseppe Dimitrio dipendente a tempo indeterminato Settore Metalmeccanico Varese Saronno ( V A )
27. Michele Dimitrio dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Solaro ( M I )
28. Rita Di Pietro dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano ( M I )
29. Stefano Erreni dipendente a tempo determinato Settore Farmaceutico Milano Gorgonzola
30. Maria Rosa Ferraro dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Como Figino Serenza ( C O )
31. Paola Ferraro già dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Milano
32. Rita Ferraro dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano
33. Emma Ficara dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Milano Milano
34. Soledad Garcia dipendente a tempo determinato Servizi Sociali Milano Milano
35. Alessandro Gentile studente universitario Milano Vignate ( M I )
36. Alessio Gentile dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Cinisello Balsamo ( M I )
37. Carlo Gentile già dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Milano
38. Daniele Gentile studente scuola media superiore Milano Vignate ( M I )
39. Emanuele Gentile dipendente a tempo indeterminato Settore Commercio Milano Cinisello Balsamo ( M I )
40. Federica Gentile studentessa universitaria Milano Vignate ( M I )
41. Lorenzo Gentile studente universitario Milano Milano
42. Luca Gentile dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Milano
43. Salvatore Gentile dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Vignate ( M I )
44. Savio Gentile dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Nova Milanese ( M I )
45. Simone Gentile dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Milano
46. Vincenzo Gentile dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Cinisello Balsamo (M I )
47. Mercedes Gestera dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Santander Cantabria SPAGNA
48. Michele Giannattasio dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Sesto San Giovanni ( M I )
49. Daniela Giovannini d i s o c c u p a t a Servizi Sociali Milano Sesto San Giovanni ( M I )
50. Domenica Grazioso già dipendente a tempo indeterminato Settore Cartotecnico Milano Cologno Monzese ( M I )
51. Lara Iannitello d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Milano
52. Vincenzo Ierardi dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Meda ( M I )
53. Rosanna Imperato dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Milano Gorgonzola ( MI )
54. Anne Kokko d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Vignate ( M I )
55. Antonella Laudadio dipendente a tempo indeterminato Settore Commercio Milano Sesto San Giovanni ( M I )
56. Letteria Maggiola dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
57. Antonio Manes dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Rho ( M I )
58. Giuseppe Marena dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano
59. Antonella Masiello dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Rozzano ( M I )
60. Pasqualino Mauro addetto a tempo indeterminato Settore Commercio Cosenza Paola ( C S )
61. Carlo Mazzetti dipendente a tempo determinato Settore Farmaceutico Milano Milano ( M I )
62. Giovanni Mazzetti dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Cosenza Roma
63. Veronica Mercadante dipendente a tempo determinato Settore Servizi Sociali Monza Monza
64. Antonella Messina d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Filago ( B G)
65. Cecilia Minisci dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Cesena Cesena ( F C )
66. Marcella Mocci dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano
67. Carmen Montagna dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Rho ( M I )
68. Angelo Pagliaro dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Cosenza Paola ( CS )
69. Salvatore Pandolfi dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
70. Giuseppe Passalacqua dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
71. Ester Pedone dipendente a tempo indeterminato Settore Pubblico Milano Milano
72. Paolo Pelizzoli d i s o c c u p a t o Settore Agricoltura Milano Sesto San Giovanni ( M I )
73. Sem Pelizzoli dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Sesto San Giovanni ( M I )
74. Anna Giulia Portadibasso addetta a tempo indeterminato Settore Commercio Cosenza Paola ( C S )
75. Vincenzo Prestia dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
76. Giuseppe Quatela d i s o c c u p a t o Settore Cartotecnico Milano Milano
77. Giancarlo Radice dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Garbagnate Milanese ( M I )
78. Jacopo Radice dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Garbagnate Milanese ( M I )
79. Melissa Radice dipendente a tempo determinato Settore Commercio Milano Garbagnate Milanese ( M I )
80. Pietroluigi Risolo dipendente a tempo indeterminato Settore Pubblico Lecce Uggiano La Chiesa ( LE )
81. Carlo Rogato dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Sesto San Giovanni ( M I )
82. Antonia Rubini d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Solaro ( M I )
83. Sara Sabatino d i s o c c u p a t a Settore Metalmeccanico Milano Brugherio ( M I )
84. Fausto Scovino dipendente a tempo indeterminato Settore Credito Milano Milano
85. Franca Scovino dipendente a tempo indeterminato Settore Commercio Milano Cormano ( M I )
86. Guido Scovino dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Milano
87. Pompeo Scovino già dipendente a tempo indeterminato Settore Metalmeccanico Milano Milano
88. Renato Antonio Scovino dipendente a tempo indeterminato Settore Trasporti Milano Milano
89. Carmelo Scrofani dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Milano
90. Salvatore Severini dipendente a tempo indeterminato Scuola Pubblica Milano Gorgonzola ( MI )
91. Sestilia Siciliano d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Cinisello Balsamo ( M I)
92. Loris Silvestri dipendente a tempo indeterminato Settore Servizi Sociali Milano Idro ( B S )
93. Elena Soboleva d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Milano
94. Francesco Sorrentino dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Segrate ( M I )
95. Eleonora Stucchi già dipendente a tempo indeterminato Sanità Pubblica Milano Cusano Milannino ( M I )
96. Raffaela Talerico dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Milano
97. Tersilio Tangocci dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Como Figino Serenza ( CO )
98. Lilia Terzariol dipendente a tempo indeterminato Trasporto Pubblico Milano Garbagnate Milanese ( M I )
99. Daniela Tomassi addetta a tempo indeterminato Settore Commercio Milano Rho ( M I )
100. Edo Tosi dipendente a tempo determinato Enti Locali Milano Milano
101. Gianflaminio Toscani addetto a tempo indeterminato Settore Metalmeccanico Milano Milano
102. Teseo Tosi studente scuola media superiore Milano Milano
103. Manuela Tosi dipendente a tempo indeterminato Settore Commercio Milano Settala ( M I )
104. Maristella Tosi d i s o c c u p a t a Settore Servizi Sociali Milano Milano
105. Nicola Uliano dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Bresso ( M I )
106. Sylvie Vannier dipendente a tempo indeterminato S N C F (Ferrovie Francesi ) Paris France
107. Giuseppe Veneziano dipendente a tempo indeterminato Settore Ristorazione Milano Bovisio Masciago ( M I )
108. Orazio Vitagliano dipendente a tempo indeterminato Enti Locali Milano Milano
L e g e n d a :
C o m p a r t o
trasporti
Ferrovie dello Stato, ATM Milano FerrovieNord, e simili ; trasporti privati;
scuola
pubblica e privata tutte le scuole di ogni ordine e grado senza distinzioni di mansioni svolte;
Funzione pubblica
INPS, INAIL, Pubblico Impiego e simili dipendenti dei Comuni, Province, Regioni ed affini;;
settore servizi sociali servizi alla persona in genere;
settore (……) di volta in volta: ( …ristorazione, chimica… cartotecnica ….. metalmeccanico);
sanità pubblica e privata qualsiasi struttura sanitaria senza distinzione di mansioni svolte;
_____________________________________________________________________________________________________________
già
non più in attività lavorativa, ma percepisce la r e t r i b u z i o n e d i f f e r i t a ( … comunemente chiamata pensione );
addetta o addetto lavoro in proprio (partita IVA);
disoccupata/o con ultimo settore lavorativo.
Student*
non ancora occupat*
Ernesto Sattaneo – Milano
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