Press "Enter" to skip to content

Nazionalizzare la Tirreno Power sotto controllo operaio.

Nessuno potrà dare una risposta: né la magistratura, né le forze politiche borghesi, né i grandi azionisti-

Solo la lotta unitaria dei lavoratori paga.

2882_image.jpg
I lavoratori sono stremati e hanno ragione.

Il P.C.L. ( Partito Comunista dei Lavoratori) sostiene e affiancherà la loro lotta poiché come recita il loro slogan “ senza lavoro non c’è futuro” e le risposte da parte di Azienda e fronte istituzionale tardano ad arrivare, e la politica di centrodestra e centrosinistra è debole e subalterna ai poteri forti.

Gli operai chiedono ad oggi occupazione e certezze sugli investimenti di messa in sicurezza della fabbrica secondo standard europei. Da ciò che abbiamo appreso mezzo stampa in questi mesi sia i documenti che i processi di soluzione forniti sono contraddittori e non risolvono le richieste sul tavolo: lavoro e ambiente.

Un commissariamento rischia perfino di trasformarsi nella beffa dell’ILVA di Taranto (che se pur da molto distante ha un richiamo sulla vicenda di Vado) dove i fatti dicono che il Commissario altro non è che l’ennesimo tassello a difesa del profitto di pochi industriali a scapito degli operai e delle loro famiglie.

La soluzione che rivendichiamo come comunisti rivoluzionari è che, come dalla questione Piaggio alle Cartiere della Valle Bormida sino alla Fac di Albisola, l’azienda Tirreno Power andrebbe “Nazionalizzata”, sotto controllo dei lavoratori stessi, e “Senza Indennizzo “per i grandi azionisti Tirreno Power, nascosti dietro le ambiguità delle leggi fatte apposta per tutelare i loro profitti, leggi valide tuttora in tutta Italia, leggi che non danno sicurezza né al lavoro né alla salute, leggi votate da tutti i Governi Prodi e Berlusconi-

I fatti dimostrano che per coniugare le ragioni del lavoro, della salute, della vita, c’è una sola soluzione possibile: una nazionalizzazione vera. Il controllo operaio e popolare sull’azienda , sulla riorganizzazione del lavoro, sull’intero piano di risanamento ambientale a carico della dirigenza Tirreno Power (si parla di almeno 150 milioni di euro).Il finanziamento di un piano reale di risanamento e di rilancio della fabbrica: risorse che vanno prese dai portafogli dei capitalisti, a partire dal rifiuto del pagamento del debito pubblico verso le banche ( 80 miliardi l’anno!), non certo da stipendi e pensioni di chi lavora e paga mutui e affitti.

Solo la forza unitaria degli operai può rispondere a questa crisi, solo crediamo questa proposta potrebbe dare una svolta all’intera vicenda, e proprio per questo ci piacerebbe organizzare un incontro pubblico per dare voce ai lavoratori, per fare controinformazione e raccontare nel dettaglio le varie responsabilità che intorno alla questione Tirreno Power sono emerse in questi mesi.

I lavoratori non sono gli assassini in questa vicenda , sono vittime anch’essi, ed è scandaloso che le loro rappresentanze sindacali non vengano invitate alla Conferenza dei Servizi !!

Non è una soluzione “compatibile” con il mercato? E’ vero. L’interesse dei capitalisti non è compatibile con le ragioni del lavoro e della salute. Per questo è necessario battersi per un governo dei lavoratori che faccia piazza pulita di questa organizzazione barbarica della società.

PCL Savona

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *