Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione.
Il PCL sarà in piazza per una lotta all’alta velocità,per una prospettiva anticapitalista in grado di dare alle comunità e agli organismi di democrazia diretta dei lavoratori e delle lavoratrici il potere di decidere quali siano le reali opere utili.

Per l’Italia il 2015 “è un anno felix, secondo Renzi, fertile” un anno in cui “ci sono tutte le condizioni per tornare a correre”. Non è la prima volta che l’uomo della borghesia italiana Renzi, cerca di infondere fiducia (direttamente agli imprenditori) e lo fa in preparazione in preparazione dell’esposizione universale – ogni elemento di ottimismo. Una linea condivisa con il presidente della Repubblica Sergio Mattarela che, in un messaggio, parla di opportunità di sviluppo. “Dall’Europa – spiega ancora il presidente del Consiglio – qualcosa si muove: la comunicazione sulla flessibilità, il piano degli investimenti, le misure della Bce”….Insomma facciamo parte di quella Europa dei poteri che come un trattore asfalta i diritti del mondo del lavoro. Stesso profilo, stessa posizione e identica modalità Renzi l’ha espressa sulla questione TAV ;”Sulla Tav si va avanti”: nel corso della sua visita a La Stampa, secondo quanto riferisce il quotidiano sul suo sito web. Il premier ha detto che avrebbe voluto far visita al cantiere Tav di Chiomonte “ma i tempi erano troppo stretti, ma ci andrò presto”. Insomma Renzi continua il suo percorso.
Mentre Renzi e Lupi sperano di proseguire come treni ad alta velocità, aprendo e portando avanti le danze di cemento, appalti, cooperative, mafia, sfruttamento e devastazione ambientale; la magistratura borghese, damigella del potere economico e politico, prosegue altrettanto celermente con i suoi tentativi di colpire esemplarmente il Movimento NoTav.
Prima con le decadute e assurde accuse di “Terrorismo” per Mattia, Claudio, Chiara e Niccolò per il sabotaggio di un compressore, ora ai domicialiari dopo oltre un anno di detenzione a cui hanno resistito con l’animo di chi non si fa piegare e continua a lottare.
Costantemente con la millitarizzazione di una valle e la totalitaria persecuzione di chiunque osi far parte, esprimere simpatie o partecipare alle lotte NoTav.
Poi con l’arresto indiscriminato e il tentativo di portare lo stesso trattamento riservato per i 4 arrestati anche a Francescio, Graziano e Lucio.
Ultima ciliegina sulla torta, con cui riscattarsi da alcuni tentativi falliti, quella di accumulare in un maxiprocesso la vendetta di Stato, con cui intimorire qualsiasi opposizione o resistenza, e sancire 47 condanne (ormai 48) con cui raggiungere oltre 142 anni di carcere di pene e 150 mila euro di danni.
Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione, anzi ha sempre avuto un assenso continuo da parte dei vari inquilini dei palazzi del potere, a prescindere, con la motivazione recitata a memoria: “ormai è stato deciso” o addirittura “lo vuole l’Europa”.
Nessuna di queste due affermazioni è vera, l’opera è giorno dopo giorno sempre più messa in discussione proprio in Europa, l’organismo che dovrebbe cofinanziare il Tav (appello no tav).
Il PCL sarà in piazza contro questa selvaggia e violenta opera inutile, contro la repressione e lo sfruttamento che si porta con sè.
Il PCL sarà in piazza per una lotta all’alta velocità dalla Torino-Lione al TerzoValico, dal Brennero a Roma; per una prospettiva anticapitalista in grado di dare alle comunità e agli organismi di democrazia diretta dei lavoratori e delle lavoratrici il potere di decidere quali siano le reali opere utili.
Ore 14 Piazza Statuto – Torino
Commissione Movimenti – Partito Comunista dei Lavoratori
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