Press "Enter" to skip to content

Prima e dopo (considerazioni emotive sugli sfratti a Brescia nella pausa d’agosto)

Prima c’è stata l’invocazione

Prima abbiamo sentito l’urlo di paura e di rabbia.

Non c’era altro da fare che andare dove le donne e gli uomini venivano aggrediti nel loro estremo territorio di rifugio.Siamo andati,così un poco a caso,senza pensare troppo;c’era l’urgenza del bisogno e le volontà possibili per soddisfarlo.Era, più o meno, il tempo seguente alla grande deflagrazione della crisi finanziaria del capitale imperante . Qui,a Brescia gli sfratti esecutivi erano cresciuti improvvisamente del 40% da un anno all’altro(dal 2008 al 2009).Ad essere colpite le famiglie proletarie espulse dal lavoro e,ulteriormente,impoverite.Fra queste,in larga misura,quelle migranti senza alcuna rete famigliare estesa,senza storia radicata,senza nessuna piccola proprietà;solo dotate della braccia e della prole.Donne e uomini resi inutili dalle logiche dominanti del profitto.Trasformati in colpevoli di povertà e condannati all’umiliazione e all’ annichilimento ultimo.Carne di troppo da segregare in qualche discarica sociale o da ributtare nei territori dannati d’origine.Senza curarsi del fatto che da là migrazione rimane continua e inarrestabile Avevamo solo i nostri corpi e questa maledetta coscienza di classe che non ci lascia chiudere i sogni nel sonno e sfumarli nei mattini.Ma li tiene vigili e presenti così da tormentarci se non facciamo ciò che sappiamo giusto.Abbiamo solo i nostri corpi e la forza dell’ utopia.E’ così che sono nati picchetti di resistenza antisfratto.Fuori e dentro le case aggredite dal diritto di proprietà,ci hanno trovati gli sbirri di ogni tipo (i più integerrimi al dovere,i poliziotti locali addestrati al credo lombardo)e gli avvocati e i proprietari indignati e gli ufficiali giudiziari inflessibili nell’aurea intangibile della legalità statuale.Fuori e dentro le case violentate dal capitale, abbiamo tenuto duro e resistito per la prima volta e per quella successiva e per ogni altra.I fermi,le denunce,l’arrivo in forze dei reparti mobili antisommossa.Le attese notturne, le porte barricate,gli studenti con gli operai:per davvero.Le facce dure e quelle disperate.I bambini,sempre fra le nostre gambe.L’avvocato compagno che ci veniva a dire (la prossima volta vi arrestano,non ne possono più).Il silenzio,la paura,il peso soffocante dello stato bastardo e qualcuno (se fai un picchetto devi mettere in conto che ti farai male.Se non vuoi farti male stai a casa tua).La volta dopo, nel comune amico di Forza Nuova (Trenzano,bassa e cupa bresciana )eravamo forse in 100 a difendere due famiglie e ad aspettare i blindati.E ha conquistare il diritto ad aprire un tavolo di trattative istituzionali che garantisse la possibilità reale di confronto con tutte le parti e portasse allo sbocco indispensabile del passaggio da casa a casa per ogni famiglia in stato di MOROSITA’ INCOLPEVOLE.Quella dovuta alla perdita al lavoro e di ogni altra fonte di sostentamento possibile.Sono continuate le resistenze , gli assalti (corazzati) alle case barricate,i blitz improvvisi per sgomberare,le azioni di risposta (colpo su colpo); ma,al contempo,abbiamo questa valvola di sfogo che è il tavolo di trattative in Prefettura.Una sorta di moratoria di fatto quasi generalizzata ottenuta dalle lotte continue e riproposte;messo sempre in discussione, ma voluto,ormai,da tutte le parti coinvolte.Vista la resistenza che non cessa e si moltiplica,nei diversi comitati,coordinamenti,associazioni che la organizzano con sempre più perizia di pratiche e di teorie.Senza illusioni e cedimenti perchè abbiamo chiara la visione che il tavolo prefettizio è, sempre comunque,determinato dalle lotte.Dal picchetto che urla già nel suo mettersi in strada, nel drappeggiarsi delle bandiere di lotta e degli striscioni evocativi:”NESSUNACASASENZAPERSONE:NESSUNAPERSONASENZACASA””STOP SFRATTI,DISTACCHI,PIGNORAMENTI”.E l’ultimo che amiamo che amiamo più degli altri perchè ci ricorda, ogni volta,la lotta emblematica di Anna,la pensionata ottuagenaria,sfrattata dall’ALER dopo una vita sfruttata in filatura e la pensione ripartita tra figli nipoti senza lavoro.Nella conoscenza delle 28.000 case vuote e letteralmente abbandonate che l’ALER ha in Lombardia. Nonchè della vergogna dei milioni elargiti come consulenze e sterne agli amici di cordata:leghista o forzaiola che sia.Erano arrivati,una mattina qualunque di lotta,a buttare per strada Anna e la sua vita.Ci hanno trovati,pieni di furore,e se ne sono andato on il loro fabbro e i loro avvocati e gli sbirri statali e locali che li avevano accompagnati.Da allora ANNA non ha più paura e neppure la vergogna che la faceva tacere e subire lo sfratto nascosta nella sua vita silenziosa gli aiuti e ricordi. Tutto sarebbe avvenuto da prassi e da legge se non fosse stato per un vicino militante di resistenza e di ferocia anticapitalista.Lo striscione che da allora ci portiamo in giro(ANNANONHAPIU’PAURA).A Brescia dal 2009 ad oggi quasi 13.000 famiglie sotto sfratto.Circa 60.000,fra bambini,donneeuomini colpevoli di povertà e di inutilità al profitto,a rischio di essere buttati per strada.O di togliere cortesemente,il disturbo come i due sposi di Nuvolento(paese sulla strada del garda a due passi dal capoluogo)che,prima dello sfratto esecutivo si sono sparati e fanculo tutto.Qualcuno si è salvato,lottando con noi e con ogni altro nelle condizioni medesime.La maggior parte è stata spazzata via o è a rischi di esserlo.Non possiamo far altro che continuare a lottare per casa per casa, quì a Brescia come sempre più dappertutto perchè questa fa parte delle lotte giuste e necessarie. Quelle

che in sè hanno i germi della convivenza possibile e altra:fondata sulla solidarietà e sul dono.quelle che mettono in discussione i parametri decisivi e fondanti dello stato e del capitale:il domino,lo sfruttamento,il profitto,l’obbedienza, le gerarchie.

DOPO,c’è stata la comprensione di quello che abbiamo fatto e continueremo a fare:

DA CIASCUNO SECONDO LE SUE POSSIBILITA’

A CIASCUNO SECONDO I SUOI BISOGNI:

Claudio Taccioli del comitato ANTISFRATTI/DIRITTOALLACASA di Brescia-Partito Comunista dei Lavoratori Brecia

Claudio Taccioli – PCL Brescia

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *