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Landini, tra le parole e i fatti

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Commentando l’azione di lotta dei lavoratori francesi di Air France, Maurizio Landini fa nuovamente sapere con una pubblica dichiarazione che “sarebbe pronto ad occupare le fabbriche per difendere il lavoro”. Ma allora perchè di fronte alla chiusura di migliaia di fabbriche lungo l’arco di ben sette anni, la FIOM non ha mai dato questa indicazione? Perchè non l’ha data nel 2009 per gli stabilimenti di Termini Imerese, e poi per Irisbus, per Alcoa, per le acciaierie di Terni, per centinaia di lotte a difesa del lavoro, spesso segnate anche per questo da una disfatta? Ed oggi: dove e quando, a fronte della continua falcidie di posti di lavoro, la FIOM organizza concretamente l’occupazione di stabilimenti? Landini è un campione della parola, mentre i padroni agiscono. Evoca l’immagine di “lotte radicali” per coprire il proprio immobilismo e l’immobilismo della burocrazia CGIL. Il movimento operaio ha bisogno di un’altra direzione: tanto determinata quanto quella di padronato e governo.

Partito Comunista dei Lavoratori

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