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Dalla parte dei migranti

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In un momento storico dove la caccia allo straniero sembra essere la moda del momento, quando a monetizzare sui flussi migratori sono gli stessi soggetti che propagandano rimpatri, muri difensivi e ogni sorta di mostruosità razziste (Mafia Capitale docet), la presenza in piazza al fianco delle comunità di immigrati a difesa dei loro diritti, diventa un’urgenza assoluta. Non è solo l’etica, quella rivoluzionaria, che però ci impone questo.

C’è prima di tutto la consapevolezza che ogni rivendicazione dei lavoratori e delle masse popolari, da quelle salariali a quelle abitative, passando per il diritto alla salute e all’istruzione, possono risultare vittoriose solo se riescono a connettersi in un progetto trategicamente centrato intorno all’unità della classe lavoratrice.

Unità che si costruisce appunto frantumando le artificiose barriere ideologiche, costruite ad hoc dalla classe dominante e dalle sue numerose prostitute intellettuali.

Il razzismo è una piaga che compromette la nostra unità e quindi la capacità di combattere i veri nemici: i padroni e i loro governi.

I padroni sono quelli che rubano i soldi pubblici, inquinano, licenziano e poi emigrano in cerca di forza lavoro a più basso costo, verso paesi dove possono devastare l’ambiente e fare profitti ancora maggiori.

I loro governi da un lato mettono in piedi recinzioni spinate, Cie, ghetti e repressioni brutali (vedi Calais e il confine Grecia/Macedonia) e dall’altro preparano nuove guerre di rapina in nome della “lotta al terrorismo” (leggi Libia); senza mai dimenticare di sponsorizzare e spalleggiare quelle organizzazioni neofasciste che più di chiunque altro diffondono tra la gente il veleno del nazionalismo.

Per queste ragioni il PCL era presente al corteo “In marcia con i migranti” tenutosi a Napoli questa mattina.

Lo abbiamo fatto con le nostre parole d’ordine, differenziandoci dalle direzioni riformiste dell’associazionismo compatibile e dei sindacati confederali, che inevitabilmente portano queste lotte sui binari morti dell’istituzionalismo (magari “arancione”) e dell’umanitarismo francescano, funzionale alla Chiesa di Papa Francesco (la stessa che voleva sgomberare a Ponticelli).

Noi rivendichiamo:

– DIRITTO DI CITTADINANZA PER TUTTI E TUTTE!

– CHIUSURA DEI CIE!

– CHIUSURA DEI COVI NEOFASCISTI!

Partito Comunista dei Lavoratori – Sezione di Napoli

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