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Via il governo Renzi, costruiamo un fronte unitario di lotta

In occasione della presenza del ministro Poletti alla festa dell’ Unità di Padova è stato organizzato dalla sinistra sociale e politica padovana un presidio-manifestazione di “benvenuto” al mininistro.

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Il governo Renzi si conferma come il governo più reazionario del dopoguerra italiano.

Non solo ha regalato al padronato i licenziamenti senza giusta causa, i contratti a termine senza

causale, il demansionamento, detrazioni di tutti i tipi (Jobs Act). Non solo ha colpito la scuola

pubblica (“Buona Scuola”), tagliato la sanità, negato i contratti del pubblico impiego per

finanziare l’abolizione di Imu e Tasi sulle case di lusso. Oggi prova a varare una riforma

istituzionale che concentra i poteri nelle mani del Capo del Governo, a scapito di Parlamento e

opposizioni, alla ricerca con il prossimo referendum di un plebiscito che gli consegni

definitivamente il potere. Confindustria esulta. Ovvio. Questo è un governo che regala ai padroni

ciò che vogliono: lavoratori licenziabili, decontribuzione, contratti nazionali svuotati, riduzione

delle tasse. Il tutto a carico del lavoro. Non solo: Renzi vuole concentrare tutti i poteri nell’uomo

solo al comando. Una garanzia definitiva, per i padroni, di “governabilità” della loro rapina.

La quotidiana televendita di Renzi annuncia che l’Italia è ripartita: la verità è che a ripartire sono i

profitti degli industriali e i dividendi dorati delle grandi banche, sulla pelle di milioni di lavoratori

precari, sempre più ricattabili, impossibilitati ad accendere un mutuo e a costruirsi un futuro,

spesso costretti a turni di lavoro massacranti, senza tutele e diritti. Lavoratori che rischiano di

essere assassinati dai crumiri mentre manifestano per i loro diritti, come Abd Elsalam

Ahmed Eldanf, o di morire ammazzati sul posto di lavoro, come è successo qualche

giorno fa all’Ilva di Taranto e all’Atac di Roma (più di 560 solo nel 2016), nella prospettiva di

una pensione, se mai l’avranno, che sarà dimezzata rispetto a quella dei padri. Mentre una

Confindustria, entusiasta di Renzi, chiede lo svuotamento conclusivo del contratto nazionale di

lavoro per avere definitivamente pieni poteri nelle fabbriche.

È necessario dire basta. È necessaria una ribellione di massa di lavoratori, lavoratrici, precari,

disoccupati. Basta austerità, basta sacrifici per ingrassare i profitti del capitalismo! Basta con

l’attacco ai diritti sindacali e democratici, a vantaggio di industriali e banchieri! Basta morti sul

lavoro! Occorre rompere l’isolamento delle lotte unificando il fronte del lavoro in una lotta

vera.Non è vero che i lavoratori sono deboli. Sedici milioni di salariati sono in Italia una forza

immensa. Il problema è che questa forza non viene organizzata da chi dovrebbe farlo.

Il Partito Comunista dei Lavoratori si batte in ogni lotta per unire il fronte dei lavoratori, dei

precari, dei disoccupati, contro il fronte comune di governo e padronato, per un governo dei

lavoratori basato sulla loro rappresentanza, unica alternativa contro la barbarie del capitalismo.

La lotta per il NO al referendum è inseparabile dalla necessità di una mobilitazione

generale e di massa contro il Governo Renzi, per una piattaforma di lotta generale che

rivendichi la ripartizione del lavoro tra tutti, con la riduzione dell’orario a parità di paga, in modo

che nessuno sia privato del lavoro, l’abolizione di ogni forma di precarietà del lavoro, un salario

dignitoso per i disoccupati che cercano lavoro.

UNIRE LE LOTTE IN UNA SOLA!

VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE!

PER UNA MOBILITAZIONE UNITARIA DEL MOVIMENTO OPERAIO!

CONTRO IL GOVERNO, SCIOPERO GENERALE!

Partito Comunista dei Lavoratori – sezione di Padova

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