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Sciopero generale cittadino per fermare le speculazioni sulla pelle dei lavoratori

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L’arroganza di Ericsson non conosce limiti. L’azienda, per trasferirsi agli Erzelli, aveva ottenuto 11 milioni dalla Regione Liguria (24 dal MIUR e 6,9 dal MISE) per un totale di 42 milioni di soldi pubblici, il 60% della spesa complessiva, ed ora licenzia 44 dipendenti con una e-mail al venerdì sera.

Quando in un’azienda si arriva alla quattordicesima procedura di licenziamento in poco tempo vuol dire che la linea tenuta dalle istituzioni e dalle organizzazioni sindacali è risultata fallimentare. A Genova si assiste da tempo a chiusure e licenziamenti non giustificati dallo stato di crisi delle aziende, ma motivati solo dalla ricerca del massimo profitto: Kavo, Ericsson, Gitiesse, per citarne alcune. Parallelamente in ogni settore cresce il lavoro appaltato con condizioni lavorative vessatorie e di sfruttamento estremo: Poste, Sda, RfI, Fincantieri, Telecom, Wind. Anche sul futuro di Ilva pesano forti incertezze.

Le lotte isolate portate avanti da anni sono state perdenti: hanno diviso i lavoratori e non hanno contrastato l’inarrestabile emorragia occupazionale. Il lavoro va difeso tutto, e soprattutto uniti. La politica di incentivi e sgravi fiscali alle aziende, non accompagnate da precisi vincoli, servono solo a ridurre i costi alle imprese, che, una volta finiti gli incentivi, licenziano liberamente o delocalizzano. Anche il neosindaco Bucci intende attirare investimenti e lavoro in città, utilizzando incentivi e sgravi fiscali. Stessa ricetta, stesso risultato: profitti garantiti alle imprese, lavoro malpagato e senza garanzie per i lavoratori.

OCCORRE UNA RISPOSTA RADICALE E DI CLASSE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Nessuno sconto può essere fatto ad aziende che ottengono finanziamenti pubblici senza rispettare gli accordi e licenziando i dipendenti, e ad aziende che esternalizzano o delocalizzano unicamente per aumentare i profitti: devono essere tutte espropriate, nazionalizzate e gestite dai lavoratori stessi.

È il momento di:

• unire le forze di avanguardia, formando comitati tra lavoratori delle aziende in lotta e le forze politiche e le associazioni che li sostengono

• creare casse di resistenza in grado di sostenere i lavoratori in caso di scioperi prolungati,precettazioni, multe

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

• esprime massima solidarietà ai lavoratori di Ericsson

• invita i lavoratori a lottare per ottenere buone uscite e ricollocazioni dignitose per i colleghi licenziati

• invita le organizzazioni sindacali ad unificare le numerose lotte cittadine, e ad opporsi con decisione alla continua svendita del lavoro con la proclamazione di uno sciopero generale cittadino.

Partito Comunista dei Lavoratori – sezione di Genova

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