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Sciopero per il clima anche a Ragusa

Anche a Ragusa si è svolto nella giornata di venerdì 27 settembre, il CORTEo CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO. Organizzata da numerose associazioni del territorio, ha visto la partecipazione di diverse centinaia di studenti che hanno sfilato per le vie centrali della città, da via Zama fino a raggiungere Piazza Matteotti, luogo in cui si è tenuto alla fine del corteo anche un incontro con l’assessore alla pubblica istruzione del comune ibleo. A questi è stata consegnata una petizione rivolta al Comune affinchè dichiari lo stato di emergenza climatica ed ambientale. Tra le richieste avanzate, ogni possibile contribuito per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5° C e fissare un obiettivo di azzeramento delle emissioni entro il 2030, anzichè il 2050. Avanzata anche la richiesta di dare la massima priorità al contrasto al cambiamento climatico nell’agenda dell’Amministrazione comunale. Infine un invito a far sì che tutte le istituzioni borghesi territoriali e nazionali. varino analoghi provvedimenti.

IL SISTEMA CAPITALISTA SFRUTTA I LAVORATORI E DEVASTA L’AMBIENTE. Bisogna essere a FIANCO Di tutte le organizzazioni, movimenti e delle masse CHE SI BATTONO contro ogni opera che per il profitto di pochi distrugge l’ambiente e le condizioni di vita della collettività.

Bisogna però che diventi maggioritaria la coscienza anticapitalista e la RIBellione CONTRO LE PREPOTENZE DEI GOVERNI borghesi, che dei gruppi capitalisti sono agenti.

Anche nella provincia di Ragusa si sta creando un movimento di massa che seppur composito, cerca di opporsi, al degrado e alla sfruttamento imposti dal capitalismo.

Le giuste rivendicazioni del movimento, cozzano in maniera evidente con la realtà e minano le basi dell’intero sistema economico, politico e sociale. Il rischio di strumentalizzazioni, do cadere ancore nelle illusioni di un “capitalismo verde”, di affidarsi ancora alle istituzioni borghesi affinché risolvano i problemi di cui esse stesse sono portatrici, è molto alto anche nel ragusano e il dialogo avviato dalle associazioni promotrici del corteo con l’amministrazione di destra del capoluogo, lo dimostra, al pari della presenza nel corteo di amministratori borghesi locali presenti e passati.

Ai tanti giovani che venerdì 27 settembre sono scesi nelle strade a manifestare a Ragusa, i marxisti rivoluzionari devono rivolgersi: mobilitazioni di questo tipo, per quanto contraddittorie ed eterogenee siano, vanno sostenute, cercando però di far arrivare al loro interno, in maniera più forte possibile la voce di una reale prospettiva anticapitalista e di assumerne nel tempo la direzione. Sarà possibile farlo, solo mettendo in luce il legame tra capitalismo e devastazione ambientale, indicando la necessità del collegamento delle lotte per la difesa ambientale con la ripresa di altre lotte fondamentali, in primis quelle del lavoro.

L’obiettivo deve essere quello di sviluppare la consapevolezza che un sistema a misura d’uomo e col minimo livello di impatto ambientale è possibile, battendosi contro tutti i governi del capitale, dando vita ad un’opposizione di massa e di classe, per la prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, l’unico in grado di garantire il cambiamento necessario.

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