
L’accordo Governo e Sindacati Confederali rappresenta una capitolazione dei sindacati nei confronti del Governo e del Padronato.
Le cosiddette quote non fanno che accettare la legge Maroni sullo scalone, l’unica differenza è che qui il tutto avviene attraverso i cosiddetti scalini, in modo più soft,ma il risultato è uguale al punto tale da spingere Prodi e Padoa Schioppa ad ammettere che, con la quota 96 nel 2011, si arriva agli stessi costi e risultati della Maroni.
È necessario dunque rispondere con scioperi e fermate in tutte le aziende affinché si esprima da subito il dissenso dei lavoratori a questo sciagurato accordo.
È necessario confermare con forza la nostra volontà su:
• separazione tra assistenza e previdenza
• fuoriuscita dall’INPS della cassa pensioni dei dirigenti che hanno un deficit di 2 miliardi e 800 milioni di euro, ma, sulla pelle dei lavoratori, hanno pensioni da nababbo
• per un recupero di una pensione dignitosa per tutti (2% dell’ultimo stipendio per ogni anno di contributi versati)
Occorre denunciar nelle assemblee dei lavoratori la grande mistificazione della contrapposizione giovani/anziani. Bisogna dire con forza che chi demagogicamente parla di difesa dei giovani con questo accordo è un bugiardo.
Come fanno i giovani ad arrivare a quota 97 al momento che con la legge 30 sono precari e quindi lavorano 4/6 mesi all’anno? Forse lavoreranno per 50 anni di seguito? Inoltre essi avranno una pensione da fame.
La verità è che questi signori, padronato, governo e i loro servi hanno in mente la pensione privata. Il loro obiettivo è lo sfascio dell’INPS e la regalia di miliardi alla speculazione finanziaria.
Ma i fatti dimostrano ancora una volta come sia necessario che i lavoratori, le lavoratrici, i pensionati, i giovani contribuiscano a costruire un’alternativa politica.
Se quei partiti della sinistra di governo (PRC, PDCI) che oggi dichiarano una “critica” all’accordo avessero un minimo di dignità dovrebbero rompere con il governo Prodi.
Su questo terreno il Partito Comunista dei Lavoratori, principale forza di opposizione di sinistra è pronto a costruire nelle differenti prospettive strategiche un’alleanza politica sociale con le altre forze che si battono in difesa dei lavoratori e dei loro interessi. Indipendentemente da ciò, noi continueremo comunque la nostra battaglia politica in difesa degli interessi immediati e generali del mondo del lavoro e dei movimenti per lo sviluppo immediato e dal basso dello sciopero generale in difesa delle pensioni e contro la politica del governo.
SEPPELLIAMO L’ACCORDO SOTTO UNA VALANGA DI NO AL REFERENDUM
mcPCL
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