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Su Cofferati e la moschea

“Il dietrofront sulla moschea lede gli elementari diritti di libertà della religione e dalla religione. La manifestazione del 6 ottobre deve essere una grande occasione di lotta per la libertà di tutti e tutte.”

Bologna sta cambiando molto in peggio e molto in fretta. La responsabilità principale è del sindaco Cofferati, del nascente Pd, e dei partiti di centrosinistra che sostengono questa giunta.

Ogni giorno c’è un nuovo spostamento a destra di sindaco e amministrazione: in agosto si è sgomberato il centro sociale Crash, poi si è reclamata la galera per i graffitari e poteri di polizia per i sindaci. E ora la marcia indietro sulla moschea.

La religione, qualsiasi essa sia, ci interessa poco, ma uno stato e un’amministrazione comunale seri dovrebbero garantire a tutti la libertà di religione e la libertà dalla religione. A Bologna oggi non è così: la giunta, discriminando la comunità musulmana, cede alle pressioni più reazionarie della destra xenofoba e fascista e alla guerra di religione scatenata dalla curia bolognese che, non soddisfatta di essere esentata dal pagare l’Ici, pretende anche di determinare e limitare le libertà altrui.

Per adesso vincono, quindi, i maiali di Calderoni e i saluti romani di Forza Nuova. Mentre il clima si fa sempre più pesante per chi non è “regolare”: si sgomberano i “comunisti dei centri sociali”, si negano i diritti agli “estremisti islamici”, si abbattono le baracche degli “zingari” e chissà domani cosa ci aspetta. Se fossi ebreo non dormirei sonni tranquilli.

Il 6 ottobre il Partito Comunista dei Lavoratori parteciperà alla manifestazione indetta da Crash, non solo per solidarietà al centro sociale, ma per fare di quel corteo un’occasione di lotta per la libertà di tutti e di tutte.

MOVIMENTO PER IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – sez. Bologna

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