PROGRAMMA PARI: OGGI A NOI DOMANI A VOI
La maggior parte degli lsu, dal 1 gennaio 2007, sono relegati in un ruolo d’attesa, a casa, per un assegno mensile di 450 euro, destinato dal programma pari, con cui non si arriva neanche alla seconda settimana del mese, altri svolgono servizi nei comuni con co.co.pro da 500 euro lordi, altri sono disoccupati dal 1 maggio 2007, grazie all’accordo per il pari siglato e deliberato nel luglio 2006 dalla giunta regionale d’Abruzzo, che prevedeva solo 10 mesi di programma pari, altri sino al 30 settembre 2007, hanno incamerato 26.000 euro lordi e sono tornati disoccupati, altri lsu, aventi diritto e mai stabilizzati, come Settimio Ferranti, lsu storico, sono dal 2002, disoccupati dimenticati dagli organi competenti, in cerca d’occupazione e che chiedono, sensibilizzando pacificamente le istituzioni, di chiudere il supermercato dei precari e far in modo di creare vere politiche attive per il lavoro, riconvertendo attività in crisi e vitalizzando la vera occupazione di qualità. Le istituzioni fino ad oggi evidentemente non hanno voluto risolvere tale situazione, creata da loro stessi, ora infatti, dopo aver inserito ogni anno oltre 10.400 persone, della leva civile volontaria, giovani, dai 18 ai 28 anni, per 30 ore settimanali, in servizi pubblici per 450 euro mensili, tentano di mettere in competizione co.co.pro, lsu, tempi determinati degli enti pubblici, con questa nuova categoria di sottopagati, con ricambio anno per anno, che un domani con la nuova normativa che verrà, dovrà sostituirli, visto che in parecchi servizi vanno a sovrapporsi (vedi cosa è successo a Sant’Egidio alla V.ta con l’assistenza agli scuolabus), quindi altro che risolvere il problema, tutto questo viene fatto per abbassare il costo del lavoro pubblico, per poi passare a quello privato, memorandum sindacali o non. Ci/Vi chiediamo, come si può pensare di dare efficienza, efficacia e qualità ai servizi pubblici, affidandoli in mano a persone, senza professionalità, che vi transitano solo per un anno, diminuendo nello stesso tempo, il personale, e rendendo quello rimasto flessibile, mal pagato e con contributi figurativi? Chi sono gli artefici di questo paradosso? Pensano davvero, di rendere servili i cittadini lavoratori, consumatori e contribuenti, in questo modo? Noi lsu, non ci stiamo, ad essere trattati come merce, per mega mance da 28.000 euro ai soliti imprenditori e/o coop, che incamerati gli euro, ributtano i lavoratori nella miseria, come stracci, ormai vecchi. Quindi tutto è cambiato in peggio, in questi anni e sicuramente andrà ancora peggio, non perché lo pensiamo noi lsu, che stiamo in questa condizione, ma perché le istituzioni e le imprese italiane, continuano ad investire, in paesi dove il costo del lavoro e i diritti sono sempre meno, tutto questo in nome e per conto della globalizzazione del mercato, non certo di qualità. Proprio per questo, viene spontaneo pensare, il perché, la giunta regionale d’Abruzzo e il ministero del lavoro, mediante italia lavoro spa e i centri per l’impiego, continuino a portare avanti programmi tipo il pari, senza preoccuparsi, di come finalizzarlo, con buona e vera occupazione di qualità, cercando di creare una piena sinergia e monitoraggio delle opportunità serie, da mettere in campo tra soggetti pubblici e privati. Forse il perché è da ricercare proprio nel lavoro, che non c’è e che è stato da pubblici e privati ridotto, sezionato e delocalizzato, ecco spiegato, il frazionamento con contratti plurimi e precari, che le istituzioni tutte, stanno da anni mettendo in atto. Tale situazione, rispecchia pienamente, la delibera che la giunta regionale d’Abruzzo, si appresterà, il 1 ottobre 2007, a mettere in campo e che diminuisce l’incentivo all’esodo volontario degli lsu, da 26.000 euro a 18.000 euro, innalzando l’incentivo per pubblici e privati, da 20.000 euro a 28.000 euro, prorogando di 4 mesi i lsu, per poi farli confluire in un possibile pari 2, forse, non per stabilizzare, gli ultimi lsu rimasti, ma per frazionare, ancor di più, le loro possibilità, sino a renderli, larve della società e totalmente in crisi, servili, ricattabili ed inoffensivi. Noi lsu, in questi 7 anni di sensibilizzazione pacifica, abbiamo dialogato con tutti, dalle istituzioni, ai sindacati, ai movimenti, ai cittadini, laici e non, ma è giunto, ora più che mai il momento, che ciò che si è seminato, venga raccolto, se così non sarà, davvero gli anni che verranno, saranno tra i più bui, ma non solo per i lavoratori socialmente utili in pari.
Associazione culturale
“Dalla parte giusta per la tutela del cittadino”
Il Presidente
Settimio Ferranti
Info: settimioferranti@libero.it – 3382074265
Settimio Ferranti
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