”Colpisce l’imprudente reazione di scandalo contro la denuncia di irregolarità nella consultazione sull’accordo del 23 luglio. È una reazione che sarà smentita
impietosamente da una documentazione accurata.
Al mancato contraddittorio democratico nelle assemblee, a parità di condizioni, tra le ragioni del sì e del no, si aggiunge il fatto gravissimo che per 20 giorni si è votato in numerosissimi luoghi di lavoro, sedi territoriali, seggi volanti
contro ogni regola e fuori da ogni controllo. È un ”neo” o quella sì una ragione di scandalo? Tanto piu’ per questo il successo del no nelle grandi fabbriche
sarà non solo una sconfitta politica della concertazione e del governo nel cuore del Movimento operaio e sindacale, ma anche uno schiaffo morale al malcostume delle burocrazie sindacali, e all’ipocrisia di tanti dirigenti della sinistra.
WELFARE:
ORA ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI DEL NO
‘In una consultazione priva
innanzitutto di condizioni paritarie di confronto, e segnata per di
piu’ da diffuse e provate irregolarita’, l’affermazione del no nella
stragrande maggioranza delle grandi fabbriche, bastione della classe
operaia italiana, e’ un fatto straordinario e di grande rilevanza
politica. La concertazione dei sacrifici e’ bocciata dal larga parte
degli operai: questo e’ un fatto inequivocabile. Siamo l’unico soggetto politico della sinistra
italiana ad essersi battuto attivamente per il no, con comizi davanti
alle fabbriche e con un ruolo importante in numerose grandi aziende:
da Fiat Mirafiori a Fiat di Cassino a Fiat Sata di Melfi a Sevel di
Atessa. Fabbriche dove il no ha stravinto.
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