L’apertura del presidente della Camera Fausto Bertinotti ad un governo cosiddetto istituzionale, indipendentemente dal suo esito, è un fatto abnorme.
Dopo aver preso parte per un anno e mezzo a un governo confindustriale che
ha regalato alle grandi imprese e alle banche più di ogni altro governo del dopoguerra, come ha testualmente riconosciuto Franco Giordano, il Prc si dichiara addirittura disposto a sostenere un governo di intesa istituzionale tra centrosinistra e centrodestra. Incredibile.
‘L’argomento secondo cui si tratterebbe di un governo breve e neutro è falso. Non solo perché un governo impegnato sulle riforme istituzionali (e non solo elettorali) non sarebbe affatto di breve durata. Ma perché la natura delle
riforme istituzionali proposte da Veltroni e dal Pd ricalca quelle avanzate dal centrodestra nella precedente legislatura. E perché il governo di intesa istituzionale, comunque si autodefinisca, gestirebbe l’amministrazione quotidiana delle politiche dominanti: quelle dei sacrifici per i lavoratori e
della continuità delle missioni militari.
SI capisce l’impegno del presidente della Camera a scongiurare lo scioglimento del Parlamento, ma sarebbe stato corretto comunicarne il prezzo al popolo del 20 ottobre. Magari prima della manifestazione e non dopo”
Marco Ferrando – portavoce nazionale mcPCL
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