Si tratta di una rivendicazione assolutamente ragionevole, ma soprattutto giusta.
UNA “NUOVA SCALA MOBILE”
PER AUMENTARE SALARI, STIPENDI E PENSIONI
In questi ultimi anni la vita quotidiana delle donne e degli uomini in Italia ha subito gravi peggioramenti, il potere di acquisto non esiste più, esiste solo il potere di sopravvivenza.
La retribuzione dei lavoratori è stata falcidiata dall’inflazione, dall’aumento vertiginoso di prezzi e tariffe, dal costo del petrolio, dal taglio e dalla privatizzazione dei servizi sociali, dalla precarietà del lavoro.
Quello che ieri si comprava con diecimila lire, oggi si compra con quindici euro, che equivalgono alle vecchie trentamila lire. Insomma tutto è raddoppiato ed anche triplicato. Solo la retribuzione è rimasta quasi invariata, e quindi i salari, gli stipendi e le pensioni dei lavoratori.
Sappiamo tutti che le attuali retribuzioni non consentono di vivere con dignità e con tranquillità. Le televisioni fanno gara per essere più catastrofici su questo argomento, e comunque spesso non riusciamo ad arrivare a fine mese. Ormai conosciamo gli innumerevoli sacrifici a cui sono sottoposte le famiglie, gli anziani, i giovani. Conosciamo anche, grazie alle televisioni, che i parlamentari discutono sul loro aumento di stipendio di circa 2.000 euro, oltre le 25.000 euro che già percepiscono, e noi comuni mortali niente. E va bene…..
Per questo proporrei una specie di “scala mobile”.
In concreto propongo due cose:
1) che ogni anno – quando gli aumenti contrattuali non sono sufficienti – scatti un meccanismo che adegui automaticamente i salari, gli stipendi ed anche le pensioni all’aumento reale del costo della vita.
2) Cche ogni anno le tasse siano tariffate in maniera unica e solidale: cioè chi più ha la possibilità e la fortuna di guadagnare, paga più tasse, chi è più sfortunato o ha meno possibilità, paga meno tasse.
Per fare questo è necessario prima di tutto definire un nuovo “paniere” Istat. Vanno cioè scelti alcuni prodotti, beni, tariffe, tipici dei consumi correnti e popolari delle famiglie e di tutti quelli che vivono di lavoro dipendente o che sono disoccupati. L’attuale “paniere” non ha queste caratteristiche. I consumi popolari individuati col nuovo paniere, vanno presi a riferimento. Tenendo sotto osservazione l’andamento dei prezzi, si ha la vera percentuale di aumento del costo della vita. Sulla base di questa percentuale deve scattare il meccanismo automatico, e cioè la “nuova scala mobile” che propongo, che aumenterà salari, stipendi e pensioni in modo che mantengano il loro reale potere d’acquisto.
Si tratta, penso, di una rivendicazione assolutamente ragionevole, ma soprattutto giusta, visti i tempi che corrono senza pietà.
Che ne dite?
Pino Ciraci
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