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Presentazione liste: la “casta” garantisce se stessa e limita la democrazia

Riunendosi in seduta straordinaria solo per questo scopo, il Consiglio dei ministri ha modificato il decreto di indizione delle elezioni politiche, “assolvendo” dall’obbligo di raccogliere firme di sostegno, le forze rappresentate in un ramo del parlamento da almeno 2 persone, indipendentemente dal partito o lista in cui erano stati eletti all’inizio della legislatura.

Il Partito Comunista dei Lavoratori ritiene antidemocratico e scandaloso che, modificando a proprio piacimento le norme esistenti, si salvaguardino tutte le vecchie formazioni, anche mai sottoposte al giudizio degli elettori e , nel contempo, non si sia ridotto il numero di firme necessario per la presentazione di liste attualmente prive di rappresentanza parlamentare.

La decisione di modificare il precedente testo del decreto è solo frutto delle presa di posizione di forze parlamentari minori, che si sarebbero trovate in difficoltà nei tempi ristretti provocati dal precipitare della crisi politica e il cumularsi delle elezioni amministrative (come afferma lo stesso testo del decreto) con le vessatorie e antiquate regole burocratiche. Difficoltà che sono palesemente ben maggiori per formazioni, pure con un potenziale elettorale analogo, prive attualmente di parlamentari e senza alcuna forma di finanziamento che non sia quello proveniente dal sostegno dei loro militanti e simpatizzanti.

La minima decenza democratica avrebbe voluto quindi che ci fosse, per tutti, una riduzione significativa del numero di firme da raccogliere.

Con questa richiesta ci eravamo rivolti lo scorso 11 febbraio con una lettera al Presidente del Consiglio, al ministro degli Interni, e, per conoscenza, al Presidente della Repubblica, del Senato e della Camera.

Ma evidentemente non è servito a nulla. Pronto ad unirsi per chiedere sacrifici ai lavoratori, tagliare le pensioni, mantenere la precarietà, aumentare le spese militari e finanziare missioni di guerra e difendere i propri privilegi , il ceto politico di rappresentanza dei poteri forti , del grande capitale e delle banche, non è ovviamente interessato alla “par condicio” democratica. Tanto più se essa riguarda un partito realmente comunista che non ha tradito e non tradirà mai la sua base sociale e sarà sempre e solo dalla parte dei lavoratori.

Il Partito Comunista dei Lavoratori, che ha saputo da solo opporsi da sinistra per tutti questi due anni al governo Prodi, non si fa certo spaventare dalle difficoltà e piegare dalle ingiustizie. Intensificheremo ancora di più l’impegno dei nostri militanti, già in campo da giorni per realizzare la raccolta firme, per raggiungere l’obbiettivo della nostra presenza alle elezioni sia per la Camera che per il Senato sull’insieme del territorio nazionale. Chiamiamo tanto più i lavoratori, i giovani, i pensionati, i sostenitori della sinistra a raccogliersi intorno al nostro partito e a aiutarlo nella sua azione.

Marco Ferrando (portavoce nazionale)

Franco Grisolia (Esecutivo Nazionale)

Partito Comunista dei Lavoratori

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