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Emergenza rifiuti a Napoli: dopo il danno la beffa

Dopo giorni di roghi e proteste si è tenuta oggi a Napoli, la manifestazione indetta dalla Rete campana salute e ambiente e dai comitati territoriali da mesi in lotta contro discariche e siti di stoccaggio dei rifiuti più o meno “provvisori”. Sotto una pioggia battente i manifestanti – oltre un migliaio – hanno ribadito le loro ragioni:

– no alle discariche e agli inceneritori, dannosi alla salute e utili solo a garantire profitti agli speculatori di turno;

– per una vera raccolta differenziata – tuttora ignorata dalle istituzioni locali, e la lavorazione a freddo del residuo;

– no alle strutture commissariali;

– per un piano generale della gestione dei rifiuti costruito dal basso, dalle comunità in lotta.

Al corteo ha preso parte il compagno Marco Ferrando, insieme con i compagni della sezione napoletana del PCL, che hanno ribadito le ragioni del controllo popolare del ciclo dei rifiuti.

A manifestazione conclusa sono state tuttavia rese note le misure prese dal governo sulla questione: individuazione di dieci nuovi siti per discariche secretati (!), nomina di Bertolaso a supercommissario, militarizzazione dei siti, arresto per chi si opporrà alla loro realizzazione, aumento del numero degli inceneritori. Si tratta di una vera provocazione, che calpesta ogni garanzia democratica, e consegna definitivamente il ciclo rifiuti a boiardi di stato e malavita organizzata!

È ormai chiaro che l’ennesima emergenza, quella degli ultimi giorni, causata dal blocco della raccolta, è stata costruita ad arte, per poter riproporre, in una versione ancora più autoritaria, le vecchie ricette tanto care a politici di entrambi gli schieramenti e padroni.

Il Partito Comunista dei Lavoratori denuncia le ennesime misure emergenzialistiche (che non a caso hanno già riscosso l’appoggio del Partito Democratico), rivendicando il diritto dei lavoratori e delle masse popolari di decidere sulle condizioni più elementari della loro salute e della qualità della loro vita.

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