Sono uno studente di 18 anni e sin dal caso ferrando del 2006 ho sempre pensato che la linea da seguire per sperare ancora in un ‘altra possibilita’ politica,data da un movimento che non ha mai temuto di urtare la sensibilita’ dell’establishment
del Pd,sarebbe stata quelle poi approdata alla fondazione del PCL, al punto da contrasseganre tale simbolo alle politiche del 13 aprile.Ma gia’ da allora, ascoltando o leggendo alcuni interventi di ferrando nei pochi spazi in tv o sui giornali,o notato forti e leggittime critiche verso l’allora sinistra arcobaleno le quali spesso sono prevalse su quelle necessarie(per chi si professa difensore di lavoratori,studenti ,disoccupati ,laici ,precari ed affini) da rivolgere ai post-democristiani del pd o al pdl.Ritengo che ogni pretesa di autoreferenzialita’ sia inutile per la salute del movimento comunista che,sebbene come ha piu’ volte detto ferrando e’ vivo davanti alle fabbriche ,sembra a causa dei vari leaders allotanarsi irreversibilmente da quegli strati sociali che afferma di difendere(operai stessi comprersi).Credo che abbia ragione la D’angeli quando afferma che se si fosse raggiunta l’unita’ con il PCl la sinistra comunista avrebbe avuto un risultato forse piu’ significativo.
ossrevando il comportamento dei vari leaders comunisti sembra che conti piu’ il fascino di essere il segretario di un partito o quello di essere il leader di un ristretto nucleo rivoluzionario tanto elitario quanto lontano dal popolo.Una svolta tesa ad abbandonare ogni pretesa autoreferenziale ed a costituire un qualcosa di comune con i movimenti no global e dei centri sociali ,con le forze comuniste da voi considerate ormai imborghesite(PRC,PDCi) ,difficile da realizzare ma necessaria,sia l’unica alternativa rossa ad un futuro nero,verso il quale non ci resta che guardare con ottimismo catastrofico.
SALVATORE DI CARLO
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