In campagna elettorale l’avevamo detto in ogni occasione possibile: quella che sta arrivando in Abruzzo e in Italia, sarà una stagione di tagli alla spesa sociale senza precedenti. Nella nostra regione, l’effetto combinato della crisi mondiale e delle sciagurate gestioni di centro-sinistra e centro-destra a favore dei grandi potentati economici, ha prodotto una voragine nei conti pubblici che ora vecchi e nuovi amministratori si apprestano a far pagare al grosso della popolazione, incominciando manco a dirlo dalle fasce meno abbienti e dalle categorie sociali più svantaggiate.
Nell’ultima seduta del consiglio regionale uscente che chiudeva la vergognosa avventura del centro-sinistra alla giuda della regione, è stata decisa la revoca della gratuità dei mezzi pubblici urbani ed extra-urbani che finora veniva garantita agli invalidi. La vicenda, è così odiosa che non crediamo siano necessari ulteriori commenti ma, è utile ricordare che per molte persone disabili i mezzi pubblici sono l’unica possibilità di trasporto e che spesso queste stesse persone percepiscono,quando le percepiscono, pensioni abbondantemente al di sotto della soglia di povertà. Dunque, come ultimo atto di una gestione politicamente disastrosa e segnata da scandali e ruberie si decide di far cassa, tagliando un servizio essenziale a chi invece avrebbe bisogno di ulteriori possibilità di inserimento sociale. Abbiamo atteso alcuni giorni, per verificare la posizione sulla vicenda del nuovo presidente della regione Gianni Chiodi, che è arrivata nella conferenza stampa d’inizio anno. Il neo presidente, ha parlato di meritocrazia anche nel sociale (ma che significa?), ha detto che in Abruzzo c’è una percentuale abnorme di invalidi e ha concluso che per il momento non c’è nessuna intenzione di reintrodurre la gratuità dei mezzi pubblici per gli invalidi. Finita la propaganda elettorale, siamo alla macelleria sociale, bisogna reperire risorse per accontentare le attese delle lobbies che hanno finanziato la campagna elettorale dei neo-consiglieri regionali, far ripartire la macchina mangia soldi della sanità privata, trovare fondi per sostenere il sistema regionale delle imprese, questi sono solo i primi, c’è da scommetterci, di una lunga serie di tagli e sacrifici. E a questo punto, non serviranno gli interventi dei consiglieri d’opposizione che come si è visto, quando governano fanno le stesse cose, non servirà astenersi, non servirà sperare che dopo il tempo dei sacrifici e del risanamento verrà quello dei diritti e della redistribuzione sociale perchè sappiamo che così non è, quello che arriva è il tempo della lotta. Solo la lotta intransigente, di massa e senza compromessi è in grado di modificare il fosco scenario che ci attende. Siano gli invalidi e le loro famiglie a mobilitarsi per difendere un sacrosanto diritto, siano i precari a difendere il loro posto di lavoro, gli abitanti il proprio ospedale, il popolo del No al centro-oli il proprio territorio e il Partito Comunista dei Lavoratori sarà al loro fianco nel futuro come già avvenuto nel passato.
coordinamento PCLAbruzzo
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