Il Partito comunista dei lavoratori esprime piena solidarietà ai compagni del Cox 18 e invita a partecipare alle mobilitazioni in difesa degli spazi sociali autogestiti.
Nella giornata di oggi 22 gennaio 2009, come in un blitz antimafia, la polizia ha sgomberato il centro sociale Cox 18, che da molti anni ospita la libreria della Calusca, fondata da Primo Moroni nel 1971, ed è punto di riferimento politico-culturale non solo per Milano ma per molte generazioni di tutt’Italia. Quello compiuto oggi è l’ennesima riprova di quanto sia reale e concreto l’attacco alle istanze di opposizione sociale e culturale in questa città. Da almeno trent’anni si va perpetrando la progressiva distruzione di un tessuto sociale critico e non allineato con le posizioni dominanti. L’amministrazione borghese di Milano, da sempre schierata su posizioni particolarmente conservatrici se non apertamente reazionarie, non cerca affatto il confronto con il tessuto sociale cittadino; cerca piuttosto di distruggere ogni forma di resistenza, ogni spazio di alternativa, ogni centro di riferimento sociale o culturale che non sia subalterno all’ordine dominante.
Lo sgombero di uno spazio di aggregazione sociale e culturale vivo da più di trent’anni in questa città è un fatto gravissimo e inaccettabile, che non deve passare. Sosteniamo la mobilitazione per sconfiggere questo tentativo e invitiamo a mantenere alta la guardia.
Il PCL rifiuta e denuncia l’ottica meschina di coloro che vedono nei centri di aggregazione politica e culturale antagonista un problema di ordine pubblico. Al contrario essi sono sempre stati una ricchezza e uno stimolo non solo per i giovani e i proletari ma anche per la vita culturale dell’intera città. I veri problemi di Milano sono in verità altri: la casa, il lavoro, i trasporti, la condizione delle periferie, l’ambiente, il degrado della scuola pubblica, le speculazione private sulla sanità (già dimenticato l’affare Santa Rita?), la chiusura verso i migranti e coloro che non stanno al gioco delle forze dominanti. Un problema di prima grandezza sono le iniziative razziste e xenofobe del Comune e della Giunta (vedi le campagne anti-stranieri e anti-islamiche della Lega e di De Corato, per i quali è un’“offesa” persino pregare in piazza, ma non massacrare donne e bambini, o licenziare i lavoratori e depredare i loro mezzi di lavoro, come nel caso INNSE…). Un vero problema sono le speculazioni che stravolgono il territorio a vantaggio di pochi affaristi (vedi per esempio il caso Expo 2015…).
Il PCL sosterrà e parteciperà a tutte le mobilitazioni unitarie in difesa degli spazi sociali autogestiti e invita i lavoratori e i democratici a partecipare al presidio indetto per martedì 27 gennaio in via dei Transiti contro la minaccia di sgombero dell’Ambulatorio popolare.
Milano, 22-01-2009 Partito comunista dei lavoratori
sezione di Milano
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