Non ci resta altro che denunciare pubblicamente le evidenti disparità e imparzialità della legge elettorale regionale vigente. Nella provincia di Rieti (circa 150 mila abitanti e due candidati al Consiglio Regionale) debbono essere raccolte le stesse mille firme che si raccolgono nelle provincie di Frosinone e Latina (circa mezzo milione di abitanti e cinque candidati al Consiglio Regionale).
Questa barriera, normalmente, la debbono superare soltanto i partiti che non sono presenti nel Consiglio Regionale; gli altri, puntualmente ad ogni elezione, si concedono l’esenzione dall’onere della raccolta firme. Le dimissioni repentine di Marrazzo hanno determinato, questa volta, l’impossibilità di promulgare la leggina di esenzione, perché il Consiglio funzionava soltanto per “ordinaria amministrazione”. Quindi, alla fine, gli stessi partiti presenti in Consiglio si sono condannati alla raccolta firme, a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste.
Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) ci ha provato ma, con i propri deboli mezzi, non ci è riuscito.
Ben venga la protesta nonviolenta di Emma Bonino; a patto che arrivi fino in fondo, ciò è: l’annullamento delle elezioni che si celebreranno con questa legge, oppure la modifica delle norme per la presentazione delle liste (con il prolungamento dei termini di scadenza).
È noto a tutti, almeno gli “addetti ai lavori”, che i piccoli partiti di estrema destra sono stati sempre foraggiati delle firme necessarie per la presentazione della lista dai grandi partiti di centrosinistra e viceversa (su questa scheda elettorale Forza Nuova di Fiore e Fiamma Tricolore di Romagnoli).
La stessa consuetudine vale per le piccole liste di fiancheggiatori (tipo Sgarbi o Pionati), senza parlare delle liste dei “candidati presidenti” (Bonino e Polverini), oppure di altri piccoli partiti.
Evidentemente esistono “serbati occulti” di firme ai quali le organizzazioni dei grandi partiti hanno la possibilità di attingere.
Siamo di fronte ad una grande “truffa elettorale”, gestita consapevolmente dai due blocchi politici attualmente esistenti. Ne fanno le spese i piccoli partiti che saranno, sempre più, esclusi dalla proposta politica. Ma sono colpiti, molto di più, gli elettori ingenui che credono, ancora, nelle elezioni come espressione massima della democrazia.
Noi non voteremo, per non sottostare al ricatto di questa “truffa legalizzata”!
Mario Tommasi
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